SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli operai della Foodinvest si rivolgono all’opinione pubblica del piceno; vogliono dire la loro in una vicenda di dissesto aziendale che li vede parti lese più che mai.
Il perchè è preso detto; la Foodinvest potenzialmente sarebbe un’azienda florida, lavora in un settore che non soffre una crisi epocale (quello dei surgelati vegetali di qualità), ha macchinari all’avanguardia e personale esperto.
Questo si legge nel comunicato degli operai diffuso martedì sera durante un’assemblea in Comune indetta dal Partito Democratico locale: «Se qualcuno riuscirà a provarci, nero su bianco, che sono le maestranze di Porto d’Ascoli gli inefficienti, i cattivi; che siamo noi che abbiamo prodotto danni e non abbiamo prodotto soldi, tanti soldi; che non siamo vittime del gruppo Malavolta; che non è grazie a noi che il fabbricato della Foodinvest è stato pagato e le “società consorelle” si sono finanziate per milioni di euro. Forse noi – continuano gli operai – che simbolicamente occupiamo la nostra fabbrica e coloro che vengono ancora a trovarci e portarci la vera solidarietà, i vecchi operai, gli ex impiegati, increduli, attoniti, allora ricominceremo ad avere fiducia in chi ci amministra ed in chi ci rappresenta e riusciremo a convincerci che abbiamo perso il lavoro perchè l’industria dei vegetali non tira più».
Gli operai chiedono a tutte le autorità politiche locali che qualcuno paghi per il loro inaspettato destino lavorativo: «E se proprio non c’è più lavoro per questa fabbrica, che l’area serva per un bel parco pubblico intitolato alle maestranze della ex Massalombarda, della ex Surgela, quelle che hanno fatto crescere Porto d’Ascoli e che facevano parte di una vera “filiera” già 30 anni fa, quando nessuno ne parlava».

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