SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È proprio vero, l’amore per il luogo natio nasce quando da questo luogo ci allontaniamo. Succede così a chiunque, compresi i meno nostalgici, non c’è via di scampo. É successo così anche a Demetrio Ferri, originario di Porto D’Ascoli, che mentre viveva in Vietnam, ha scritto la sua tesi di laurea, oggi diventata una pubblicazione, «Ripensando il locale. Il dialetto di Porto d’Ascoli: aspetti fonetici, morfologici, morfosintattici e lessicali», un libro che racchiude anni di studio sul dialetto di Porto D’Ascoli.
«Assiduo nonché nostalgico cultore delle espressioni dialettali anche se educato sin da bambino a esprimermi sempre in italiano, “quillë pëlitë”, non ho mai rinunciato all’idea, un po’ bizzarra, di poter un giorno riporre su carta, e non solo, tanti di quei vocaboli, spesso buffi, che stillavano dalla bocca di chi era più attempato di me e di cui, come capitava spesso, non afferravo il significato»: così introduce il suo lavoro Demetrio Ferri, un lavoro lungo, che non sarà venduto in nessuna libreria, ma distribuito gratuitamente presso il bar “Rivazzurra” e l’edicola in via Mare a Porto D’Ascoli.

Nessuno sponsor, né casa editrice a sostenere le spese del quarantaduenne di Porto D’Ascoli, che ha pagato di tasca propria le cinquecento copie già in corso di distribuzione. Una storia di passione questa, una passione che nasce dal viaggiare molto e dal bisogno implicito e naturale di avere un punto di ritrovo, una radice inestirpabile, la dolce senzazione di tornare alle orgini.
«Quando torni nella tua città dopo un periodo passato all’estero – ha dichiarato Ferri – una parola in dialetto ti fa sentire a casa».
Il libro è diviso in tre capitoli, il primo è incentrato sul contesto storico e geo-politico in cui hanno iniziato a delinearsi nella seconda metà del II secolo a.C. le varie aree dialettali marchigiane, il secondo illustra l’influenza subita dal dialetto di Porto D’Ascoli da parte delle parlate dei paesi limitrofi, il terzo capitolo invece analizza i vari aspetti morfologici del dialetto. Chiude il libro un glossario che raccoglie alcuni termini utilizzati nel dialetto esaminato.
«Ho salutato positivamente questa iniziativa – ha dichiarato a proposito il sindaco Giovanni Gaspari – chiara espressione della voglia di mantenere un’identità, di evidenziare una particolarità».

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