TORTORETO – Quella mattina dello scorso 7 ottobre, dopo che l’acqua ed il fango avevano travolto ogni cosa, giunti in azienda in contrada Salino hanno trovato l’indescrivibile. Sembrava, in termini reali, una scena dell’inferno dantesco.

Dario e Ines D’Agostino, titolari della “Due Valli srl”, sono rimasti quasi inebetiti e per diverse ore prigionieri di un triste silenzio, a piangere ed a chiedersi il perché di tanta violenza da parte delle forze della natura. Lo stabilimento, adibito a produzione di pasta (tra cui quella tipica abruzzese), selezione e confezionamento di uova, ha avuto danni ingenti.

Il passaggio devastante di acqua mista a terra ha letteralmente cancellato i locali adibiti ad uffici, ha scardinato le celle frigorifero nelle pareti e nelle porte trascinando a valle tutta la merce già pronta per la consegna. Addirittura, la rete fognaria, adeguatamente interrata, è stata sollevata e riportata in superficie. Insomma, danni ingenti che avrebbero messo in ginocchio chiunque.

Invece, Dario e Ines D’Agostino alle ore 13 di quello stesso giorno, dopo la momentanea comprensibile depressione ed incredulità, hanno iniziato a spalare il fango, soprattutto dove le ruspe non sarebbero mai arrivate con il braccio meccanico. «Nell’immediato non abbiamo chiesto nulla – ci ha raccontato D’Agostino – in quanto abbiamo compreso lo stato di emergenza. Infatti, abbiamo cercato di riordinare le cose con l’aiuto, la solidarietà e le forze di amici e dei collaboratori dell’azienda.

Sugli aiuti promessi non vogliamo polemizzare – ha aggiunto il titolare del pastificio – dato che anche l’amministrazione comunale ha avuto grossi problemi. Però, dopo i tanti proclami sulla stampa, di aiuti nemmeno l’ombra. Peggio ancora non aver avuto conforto da interlocutori con cui verificare danni e, quindi, adottare una strategia per l’immediato».

Il titolare della “Due Valli” fa intendere che il sostegno reale è giunto solo dai fornitori di macchinari ed attrezzature, puntualmente intervenuti per riparare i danni consentendo all’azienda di ripartire, seppure con una produzione minima, che potesse soddisfare la domanda della clientela. Poi, nel giro di un mese, sono stati riattivati tutti gli impianti con notevoli sacrifici finanziari.

«Vorremmo capire davvero – ha concluso D’Agostino – se è lecito sperare in un aiuto da parte delle Istituzioni. Almeno sapremmo se percorrere altre strade o meno».

Com’è noto, in relazione all’alluvione di ottobre 2007, è stato richiesto lo stato di calamità naturale con una quantificazione dei danni subiti dai territori di Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro pari a 50 milioni di euro. Attualmente la risposta del Governo consisterebbe in uno stanziamento di 9 milioni di euro da erogare in tre anni. E la cifra comprenderebbe anche i danni subiti da infrastrutture pubbliche dei Comuni. Solo l’Amministrazione comunale di Tortoreto avrebbe declinato danni ed opere di ripristino per 5 milioni di euro. Per i privati e le aziende, con queste prospettive, rimarrebbero le briciole.

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