SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Palermo o più probabilmente una società di serie B (le prime ipotesi: Cesena, Triestina, Bari e Lecce) dove giocare gli ultimi tre mesi di campionato. Nikola Olivieri è comunque pronto al grande salto.
Dovrà aspettare ancora pochi giorni: lunedì prossimo a Milano, la Samb, il suo procuratore Pellegrini e la società siciliana si metteranno a tavolino per definire nei dettagli l’accordo raggiunto giovedì: metà del cartellino di Olivieri finirà nelle mani dei rosanero, che poi decideranno il da farsi.
«Paura non ne ho» taglia corto l’attaccante di Martinsicuro. «Semmai ho voglia di dimostrare tutto il mio valore e spero di riuscirci. Il sogno di tutti i giocatori è giocare in Serie A, ma se dovessero girarmi in B sarà comunque un’esperienza bellissima».
Palermo o qualunque altra città: questa potrebbe essere l’ultima intervista da rossoblu. Più contento o deluso?
«Premesso che ancora devo parlare con il mio procuratore e che del Palermo non ho avuto nessuna conferma, mi dispiacerebbe andare via. Sono molto affezionato a questa maglia e alla città. Con questa società ho un contratto lungo (triennale, ndr) e questo dimostra che avevo sposato con entusiasmo questo progetto. Non volevo andare via, certo però che se ti cerca la Serie A, come si fa a dire di no? L’aspetto economico? No, quello non centra niente: non ho mai parlato di questo con la proprietà».
Stagione da incorniciare quella passata, tremendamente brutta quella in corso. Perché?
«E’ vero, quest’anno ho reso per le mie potenzialità solo nella gara interna contro la Lucchese. Forse ha inciso il modulo, perché da esterno e con compiti difensivi non riesco a esprimermi liberamente. E forse ha inciso anche la mancanza di tranquillità: San Benedetto è una piazza e esigenze e ho sofferto per certe critiche. Con la Nazionale di Serie C invece gioco sereno e libero da compiti di copertina. Insomma, mi riesce tutto meglio».
La scorsa estate sei stato sul punto di finire al Torino. Questo, magari inconsciamente, ha condizionato il tuo rendimento?
«No. Questa è una stagione nata male e basta».
Ai fratelli Tormenti che vuoi dire?
«Li ringrazio, perché nonostante le critiche a cui sono stato sottoposto mi sono stati vicini. Loro, come l’allenatore, i compagni di squadra e tutto lo staff tecnico. Con i Tormenti poi c’è un ottimo rapporto e sempre ci sarà».

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