ACQUAVIVA PICENA – «Giù in fondo, a pochi metri da qua, quello è il casolare dove hanno trovato il cadavere. Se l’ho visto? No, quando sono arrivato l’avevano già portato via». L’anziano alle prese con il lavoro nel suo campo spegne il piccolo trattore e risponde con gentile disponibilità, velata da una certa gioviale timidezza. Non è abituato al traffico di magistrati, Carabinieri, giornalisti e fotografi che c’è stato durante questo convulso venerdì 25 gennaio.
A pochi metri da dove sta lavorando poche ore prima alcuni residenti di Contrada di Fonte Pezzana hanno avuto un macabro incontro: un cadavere semi carbonizzato di un uomo nudo, abbandonato nei pressi di un casolare di campagna cadente e diroccato.
E’ steso davanti all’ovile e al pollaio il povero corpo martoriato di un mister nessuno. Almeno finora infatti gli inquirenti non sono riusciti a ricostruire la sua identità. Si intuisce la giovane età, fra i 20 e i 30 anni.
L’uomo giace con la pancia a terra e le braccia aperte. All’arrivo degli inquirenti il corpo è stato caricato su un furgone, avvolto in un telo ma senza modificare la posizione del ritrovamento.
Si è parlato di un extracomunitario, di un clandestino, ma rimane difficile avere elementi precisi prima dell’autopsia e degli esami tossicologici che saranno effettuati nella giornata di sabato.
Un omicidio, sicuramente si tratta di un omicidio. Non fosse altro che per il fatto che il cadavere è stato trovato nudo; di documenti o di oggetti in qualche modo identificativi neanche l’ombra; l’unico indizio certo finora è che l’individuo era di sesso maschile.
Sarà importante stabilire se l’uomo è stato ucciso sul posto – e poi dato alle fiamme – oppure se sia stato ucciso in un altro luogo e poi trasportato lì per occultare il cadavere.
Gli inquirenti non si pronunciano, ma analizzando il luogo del ritrovamento è possibile pensare che l’uomo sia stato trasportato in quella campagna già morto.
Non siamo molto lontani dal paese di Acquaviva, né siamo lontani da altri casolari abitati. Non siamo in un posto totalmente dimenticato da Dio, dove nottetempo si può sparare a una persona o ucciderla con un’arma da taglio senza rischiare di fare rumore o destare allarmi. Per giunta avendo la tranquillità di denudarla prima di darle fuoco.
Siamo in una stradina bianca in discesa, una traversa della strada principale che dal quartiere Santa Lucia conduce ad Acquaviva, la cosiddetta strada panoramica. A pochi metri ci sono abitazioni di recente costruzione, e poi un incrocio che da una parte fa ritornare alla vicina San Benedetto del Tronto. E’ un luogo isolato ma non troppo, sembrerebbe poco adatto per un omicidio premeditato, più idoneo semmai ad abbandonare e bruciare un corpo come se fosse un oggetto da far sparire.
Se questo è vero, rimane però un altro fatto. Chi ha portato il corpo fino a lì conosceva la zona, sapeva che in fondo a quella discesa a pochi metri dalla strada principale si trova un casolare disabitato.
Nella zona del Piceno e della vicina provincia di Teramo non risultano segnalazioni di persone scomparse, almeno per ora. Gli inquirenti ora attendono l’esito dei primi esami sul cadavere per capire di più e restringere un po’ il campo delle loro indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Ascoli Carmine Pirozzoli.

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