ASCOLI PICENO – Rovigo la definisce «la prima di una serie di scelte sbagliate». Eppure Alessio Rosa l’estate scorsa, dopo settimane di attesa ed incertezza, si augurava che dal Veneto cominciasse una seconda vita calcistica. Più vera. Autentica.
Non è andata così: in poco più di sei mesi, l’ex attaccante del Centobuchi ha vestito quattro maglie diverse. Appena dieci le presenze racimolate, tre soli i gol all’attivo. Zero “gettoni” a Rovigo, quattro presenze (due reti) con la Renato Curi Angolana, tre (un gol) a Sant’Egidio alla Vibrata. Ora è a Recanati.
Ma torniamo, per un attimo, all’estate scorsa. Sulle tracce di Rosa infatti ci fu nientemeno che la Sambenedettese.
«A marzo il presidente Tormenti mi contattò telefonicamente per verificare la mia disponibilità» raccolta l’attaccante della Recanatese. «Avrei accettato senza pensarci due volte perché San Benedetto è una piazza con un passato importantissimo, ambiziosa, in cui “si respira” calcio tutta la settimana e con una società seria alle spalle. Purtroppo però la società rossoblu non mi ha cercato più e sono finito al Rovigo».
Poi però ha cambiato altre tre squadre.
«Sto vivendo una stagione sfortunatissima in cui ho pagato alcune scelte sbagliate. A Rovigo dopo un mese dal mio arrivo e senza mai l’opportunità di scendere in campo, la dirigenza mi è venuta a dire che non avrebbero puntato su di me e che dovevo scegliere: passare l’intera stagione in tribuna oppure fare le valigie. Ho optato per la seconda ipotesi: ecco la Renato Curi Angolana. Anche a Citta Sant’Angelo però ho trovato poco spazio. A novembre quindi ho deciso di avvicinarmi a casa e ho firmato per la Santegidiese. Lì però ho trovato un personaggio, di cui preferisco non fare il nome, che ha voluto fare del male alla società per un tornaconto personale: alla luce di questo e di altre situazioni che non mi sono affatto piaciute, a inizio dicembre ho capito che era meglio cambiare aria. Ora sono a Recanati dove mi trovo benissimo. Domenica, a Macerata, avevo segnato, ma poi l’arbitro ha sospeso la partita per nebbia. E’ la conferma che quest’anno la sfortuna mi perseguita».
E’ vero che a fine 2007 il Centobuchi ha fatto un tentativo per riportarti in biancoceleste?
«Assolutamente no, il Centobuchi non mi ha più cercato».
Domenica ritroverà i suoi vecchi compagni e mister Marocchi.
«Sarà una grandissima emozione per me. Sono ancora molto legato ai colori biancazzurri: a Centobuchi ho passato due anni splendidi dove ho ricevuto e, credo, anche regalato tante soddisfazioni (leggi i 28 gol segnati nelle due annate in biancoceleste, ndr)».
Se dovesse segnare esulterebbe?
«Darò come al mio solito il 100%, ma come ho già promesso a Corradetti e Alessandrini, che ho sentito telefonicamente, se dovesse succedere non esulterò. Non tanto perché a di moda, bensì perché ho un grandissimo rispetto per la società, mister Marocchi e tifosi».
NOTIZIARIO Il Centobuchi martedì ha ripreso a lavorare. Ancora out gli infortunati Mozzoni, Cameli, Cesani e Trotta. Nessuno squalificato – ed è una novità – in vista della partita di domenica a Recanati.

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