ACQUAVIVA PICENA – E se la questione del Partito Democratico ad Acquaviva non fosse, in realtà – soltanto – una difficile unione delle due anime principali del nuovo soggetto politico (la ex comunista dei Ds e la ex democristiana della Margherita), ma esprimesse le differenze tra una forma di partecipazione allargata ai cittadini, e il tentativo controriformistico delle segreterie centrali del partito, timorose di perdere il controllo persino di un piccolissimo comune?
Perché dell’incontro previsto dal “Comitato per il Partito Democratico” di Acquaviva, venerdì 18 gennaio, ci siamo occupati la settimana scorsa e poi sul settimanale Riviera Oggi. Ma solo pochi appassionatissimi si sono recati all’appuntamento, indetto per «conoscere tutti i regolamenti e le direttive volte a disciplinare le successive votazioni del comitato locale» (necessarie anche per eleggere il segretario comunale e previste per la metà di febbraio, ndr).
A detta degli organizzatori, la scarsissima partecipazione registrata non è da addebitare, tanto, a presunte frizioni tra ex margheriti ed ex diessini, quanto ad una sorta di “boicottaggio” attuato dai vertici stessi del Partito Democratico.
All’incontro del 18, infatti, erano attesi Mauro Gionni, coordinatore provinciale temporaneo del partito, l’ex onorevole Orlando Ruggieri, e il rappresentante principe del Pd acquavivano Sandro Donati. Tutti e tre però hanno declinato l’invito, anzi, non si sono presentati, spiegando solo il giorno dopo il motivo – futile o meno – del loro mancato intervento.
Cercheremo di approfondire ulteriormente la questione sul prossimo numero del settimanale Riviera Oggi, in edicola da lunedì 28 gennaio.

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