SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Bello, fantastico: mi è venuta la pelle d’oca». Emozioni in perfetto stile derby dell’Adriatico. La folle corsa sotto la Curva Nord per festeggiare il primo gol davanti ai suoi tifosi. Poi, all’altezza del cerchio di centrocampo, ginocchia a terra, braccia al cielo e occhi protesi verso i quattromila del Riviera. Come a dire: «Mamma mia, cos’ho fatto?!».
Che domenica per Francesco Ferrini. La domenica di un giocatore rinato dopo un inizio difficilissimo. E’ lui il simbolo della Samb operaia – nell’accezione più positiva del termine, visto che l’ex Cesena, oltre a corsa e temperamento, ha anche piedi più che discreti – lui che da oggetto misterioso è diventato l’uomo ovunque dell’undici rossoblu. E la prestazione contro il Pescara rappresenta forse il punto più alto di una parabola sorprendentemente ascendente.
«Io trasformato? E’ vero, all’inizio ero abulico, facevo fatica a correre e sbagliavo molto. Sono situazioni alle quali un calciatore deve fare fronte. Ho accettato le critiche, mettendomi in discussione. Fa parte del mestiere. Da due mesi e mezzo a questa parte invece ho avvertito un cambiamento fisico notevole. Merito mio e dei compagni di squadra».
Merito anche di mister Piccioni. Non crede?
«Beh, certo. Il mister mi ha impiegato in un ruolo a me più congeniale, dove riesco ad esprimermi meglio. Sono nato e cresciuto nel settore giovanile del Cesena, dove ho giocato prettamente da terzino sinistro, ma con compiti più di spinta che non di difesa. Ma in B con la maglia bianconera ho giocato anche a centrocampo. All’inizio, qui alla Samb, sono andato in difficoltà, perché mi si chiedeva espressamente di non oltrepassare la metà campo. A volte nel calcio succede così: quasi per caso scopri di trovarti meglio in un altro ruolo».
Domenica è arrivato il suo secondo gol. Bello quanto quello di Potenza, ma più importante.
«Il mio nuovo ruolo mi permette di “vedere” di più la porta. E il gol contro il Pescara ha un sapore speciale, perché segnato in un derby molto sentito. Ma per me i gol sono sempre importanti».
E’ rinato Ferrini, ma tutta la Samb ha preso a marciare spedita. Quali motivi alla base della metamorfosi rossoblu?
«Quando fai 8 punti dopo 12 partite le cause possono essere molteplici. Comunque posso assicurare che mister Ugolotti era seguito. Piccioni ci ha ridato il sorriso e la voglia di giocare. Ha apportato modifiche semplici e finalmente siamo riusciti a dimostrare che non siamo dei bidoni. Sono molto felice anche per Natali, persona a cui sono state rivolte critiche molto ingiuste: mi ha voluto lui a San Benedetto, quindi il merito di tutto questo è anche suo».
Il direttore sportivo Enzo Nucifora ha detto che la Samb è intenzionata a riscattare la metà del suo cartellino dal Cesena.
«L’ho fatta io questa richiesta: qui a San Benedetto mi trovo molto bene, ho raggiunto la dimensione ideale. Un grazie a tutto l’ambiente e ai miei compagni: da soli non si può fare niente. Spero di ripagare la fiducia che mi è stata accordata e magari raggiungere traguardi importanti con questa maglia. Ho un contratto con il Cesena che scade nel giugno del 2010, i bianconeri hanno anche il diritto di controriscatto sull’altra metà del mio cartellino, per cui l’ultima parola spetterà a loro. So che sono arrivate richieste e se qualcuna provenisse dalla B non nascondo che ci penserei».

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