SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Un sindaco di sinistra sta facendo una scelta che si addice di più al centrodestra», secondo Giorgio Cipollini della Cisl. Il delegato sindacale esprime questa opinione dopo una riunione con gli omologhi della Cgil e della Uil sul tema delle posizioni organizzative dei direttori comunali.
Si tratta di somme che vengono pagate annualmente agli impiegati con qualifica direttiva, in base al “peso” (o “posizione”) del loro settore.
Gaspari ha proposto una gradazione di quattro posizioni organizzative da un minimo di 5000 euro annuali a un massimo di 12 mila. Cisl e Uil sono contrarie in quanto chiedono un massimo limitato a 8000 euro.

La motivazione espressa dai delegati Cipollini e Mauro Martini è che «queste posizioni sono finanziate con il fondo di produttività, che va ripartito con tutto il personale comunale».
Meglio spalmare sulla massa dei dipendenti, dunque, piuttosto che accentrare premi economici su impiegati che già di loro guadagnano bene.
«Va dato un giusto riconoscimento alle alte professionalità ma non si può depauperare un fondo destinato ai dipendenti che hanno paghe simili più ai sussidi che agli stipendi veri – aggiunge Cipollini – e poi c’è un rischio di eccessiva discrezionalità, perchè nell’assegnare le posizioni l’amministrazione dà molto peso al valore strategico e politico assegnato al singolo settore. Invece per noi deve prevalere la professionalità in sé del dipendente».
L’amministrazione comunale vuole stringere i tempi per chiudere la partita, sapendo che può decidere in autonomia senza un accordo formale con i sindacati. Di fronte all’atteggiamento critico di Cisl e Uil – «ci preoccupa che non si cerchi un’intesa ma un semplice convincimento, come con la recente riorganizzazione» – Francesco Neroni della Cgil è più conciliante.
«Stiamo concordando dei criteri per l’assegnazione delle posizioni organizzative che mancavano da anni. Le posizioni saranno pesate sulle funzioni svolte e non sulle persone. Su 100 punti solo 20 vengono decisi in base alle valutazioni strategiche dell’amministrazione, per il resto ci sono indicatori precisi. Noi siamo per le tre fasce, senza però fissare oggi il limite massimo. Posizioni troppo alte? Non bisogna appiattire verso il basso, servono servizi più efficienti».

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