Due gravi lutti hanno colpito recentemente Acquaviva Picena, la scomparsa di Don Angelo e di Rocco Neroni. Persone che resteranno a lungo nei ricordi dei suoi concittadini. Intestare loro una via non sarebbe un’idea peregrina.
Di Rocco abbiamo pubblicato a lettera di un suo amico la scorsa settimana
Questi i passaggi più significativi: “Amava definirsi gregario, ma è stato sempre più grande di tutti” “Lavoratore instancabile. Ha sempre agito con grande abnegazione e in modo disinteressato» “Amministratore onesto e serio”
Nella parte finale: “Vogliamo anche chiedergli scusa se non abbiamo saputo – o potuto -stargli vicino nel momento della difficoltà e della sofferenza e questo nonostante l’ammirevole ed esemplare comportamento di Antonio ,Bianconi, l’unico a non avergli mai fatto mancare assistenza e umana vicinanza…»
Antonio Bianconi appunto, ha colmato da solo il vuoto dei suoi tantissimi amici che non vanno però “condannati” in un mondo in cui tutto è diventato frenetico, dove i valori umani sono entrati in confusione fino a diventare… l’ultima ruota del carro.
Considerazioni che rendono ancora più grande il servizio di Antonio che, quando leggerà queste righe e vedrà la sua foto, verrà preso da grande commozione. Le merita tutte.
Conoscevo anch’io Rocco, sapevo che era malato (mi associo alle scuse…) ma, purtroppo, l’ultima volta che l’ho visto, nel reparto di neurologia, era stato stato appena colpito da un ischemia cerebrale per cui non mi riconobbe. Sapevo che aveva due sorelle più anziane di lui, di cui una morta qualche tempo fa. Mi informai e scoprii che sia in ospedale che nella casa di riposo ove risiedeva non era mai stato lasciato solo. Pensai: “Naturale per un uomo di un’umanità così grande”. Non era esattamente così: Rocco da diversi anni ha avuto al suo fianco, sempre e comunque,soltanto Antonio Bianconi che lo ha curato come fosse un padre, un figlio, un fratello. Qualcosa del genere era sembrato a quelle persone che avevano i propri cari nella stessa camera ospedaliera.
Quando si seppe che era solo un amico che lo accudiva con quell’indescrivibile amore, per l’intero reparto tutti parlavano della straordinaria missione che quell’uomo stava compiendo. Ci vorrebbe un giornale intero per raccontare i vari episodi che ha vissuto a fianco di Rocco, a volte anche trascurando, ma era necessario, la moglie e i suoi due figli verso i quali concludo il mio semplice pensiero: complimenti per il papà che avete.

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