SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «La Samb è il massimo per il sottoscritto: mi auguro di restare pure il prossimo anno. Lo farei anche se mi dovesse arrivare la proposta di una squadra di Serie A».
Enzo Nucifora giura fedeltà alla maglia rossoblu. Il direttore sportivo di origini siciliane lo scorso novembre ha ritrovato la sua Samb a distanza di 25 anni. E ora non vuole mollarla. «Spero di aiutare la famiglia Tormenti, che si è avvicinata al calcio con tanto entusiasmo. L’obiettivo, lo sapete tutti, è quello di dare corpo a un progetto ambizioso».
E a proposito degli imprenditori di Martinsicuro, il ds della Samb dice: «La società non è in vendita, proprio come ha ribadito domenica il presidente. Chi fa circolare certe voci vuole solo destabilizzare l’ambiente, ma forse non sanno di trovarsi di fronte a una muraglia cinese. E poi, parliamoci chiaro: quelli che si fanno pubblicità sui giornali (Tonellotto, ndr) non sono intenzionati a rilevare la Samb. Chi lo fosse davvero, prima la compra e poi esce allo scoperto. E’ chiaro comunque che i Tormenti, davanti a una proposta seria e a una fideiussione di diversi milioni di euro sarebbero disposti a parlare. Mi sembra chiaro: se qualcosa vale 5 e l’offerta è di 20, perché uno non dovrebbe ascoltare l’eventuale acquirente?».
Torniamo alla stretta attualità. Fuochi d’artificio all’inizio della settimana scorsa, toni più dimessi nel proseguo. La Samb temeva, e non poco, la sfida contro il Pescara. Enzo Nucifora sente di essersi preso una rivincita nei confronti della sua ex squadra?
«Assolutamente no. Né avevo il dente avvelenato nei confronti di Pescara e dei pescaresi. Anzi, devo ringraziare tutti perché mi hanno permesso di rilanciarmi. Auguro al Pescara le migliori fortune, dico davvero».
Samb di nuovo grande dopo Lanciano. «E lo sapevamo. Quello è stato un episodio legato all’eccezionalità di quanto successo nel periodo natalizio. Passata la burrasca siamo tornato quelli che eravamo: la squadra di Salerno, di Ancona, quella che abbiamo ammirato contro il Taranto».
Nota stonata della domenica: in coda alla classifica si corre. «Secondo me quest’anno la forbice tra le squadre che accederanno ai play off e quelle condannate agli spareggi per non retrocedere sarà di appena 6 o 7 punti. 42 quelli che serviranno per la salvezza diretta».
Un’altra sosta, poi si riprende da Sorrento. Finora le pause hanno portato male. «Le soste non centrano. Prima della gara con la Massese il calo di rendimento era dovuto alla mancanza di un certo equilibrio di squadra. Dopo Taranto invece sappiamo tutti cosa è successo».
Samb devastante in casa, almeno con mister Piccioni – due i punti lasciati per strada, appannaggio proprio della Massese – ma balbettante fuori.
«E’ vero, dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Due punti in quattro gare sono pochi. Però a Salerno abbiamo subìto un furto e a Potenza siamo stati negligenti. Avessimo quei 3 punti in più… Tanto che questa classifica è bugiarda. Da novembre siamo una delle migliori squadre in fatto di rendimento». E allora non fermiamoci.

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