SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Genocidio, olocausto, Shoah, carneficina. La terminologia per illustrare lo sterminio ebraico avvenuto durante la seconda guerra mondiale è infinita, il vocabolario usato per descrivere crudeltà paradossalmente indicibili è ormai saturo. Una rievocazione giusta e obbligata perchè dimenticare sarebbe solo un altro scempio.
Per questo motivo da otto anni è stato istituito con la legge 211 del 20 luglio del 2000 il “Giorno della Memoria” che ricorre il 27 gennaio di ogni anno, data che ricorda l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz (27 gennaio 1945). Per tale ricorrenza le scuole di San Benedetto hanno stilato un programma di eventi e iniziative per i giorni 26 e 27 gennaio. Tutti gli istituti di ogni ordine e grado hanno infatti collaborato alla realizzazione di una lettura, una proiezione, un laboratorio, una lezione speciale.
Sabato 26 il 1º Circolo didattico di via Gino Moretti ha in programma letture, riflessioni incentrate sulla parola “ebreo” e la proiezione del film di Roberto Benigni “La vita è bella”. Per il 2º Circolo Didattico in via Alfortville “Il diario di Anna Frank” sarà il film che verrà proiettato a posteriori di discussioni incentrate sul tema della “diversità”.

Nella scuola “Sacconi-Manzoni” verrà invece realizzato un filmato che sarà la summa dei lavori svolti dai ragazzi in merito all’argomento. Lezioni sulla costituzione italiana per gli alunni del Liceo Classico mentre all’Ipsia si potrà assistere a una lezione tenuta professore Costantino Di Sante seguito dalla proiezione di un intervista fatta qualche anno fa da Enzo Biagi a Primo Levi.
Per tutti – studenti e non – domenica 27 gennaio a partire dalle 10,30 si terrà una cerimonia ufficiale presso l’Auditorium comunale durante la quale verrà proiettato un documento sul ritorno di Primo Levi ad Auschwitz, a cui farà seguito una lezione del professor Di Sante sul tema dell’internamento e della deportazione dalle Marche e infine verrà proiettata anche nella sede comunale l’intervista di Biagi a Levi.
«Una programmazione necessaria – ha dichiarato il sindaco Giovanni Gaspari – su cui soffermarci. Tra l’altro la nostra città è gemellata Steyr, cittadina austriaca che dista pochi chilometri dal campo di concentramento di Mauthausen. A tal proposito dal prossimo anno stiamo pensando di istituzionalizzare la visita degli studenti degli istituti superiori al campo di concentramento austriaco».
Una interessante due giorni di ricordi atta a scongiurare l’oblio e a far sì che l’infelice affermazione, attribuita a Stalin, “la morte di un uomo è una tragedia, ma quella di milioni di uomini è statistica” non diventi una triste realtà.

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