SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non siamo certo ai livelli del Sambodromo, espressione coniata qualche stagione fa per descrivere l’eccezionale passione del tifosi rossoblu, ma certo la cornice di pubblico che domenica ha accompagnato la Samb alla vittoria sul Pescara, merita la copertina. Quanto e come la squadra di Piccioni.
Analogie: come Tinazzi e soci, dimenticata in fretta la parentesi di Lanciano, sono tornati ad essere la squadra tenace, battagliera e tremendamente concreta che abbiamo conosciuto da quando il Baffo si è insediato sulla panchina che era di Ugolotti; così la gente del Riviera ha ripreso a stringersi al fianco dei rossoblu. Succede da ormai due partite: la prima, quella subito precedente la lunga sosta natalizia, quando al Riviera era stato ospite il Taranto.
Alla vigilia del derby dell’Adriatico in tutto l’ambiente – dirigenza compresa – c’era un po’ di apprensione proprio in merito al clima che si sarebbe respirato nell’impianto di Viale dello Sport. Difficile controbattere l’entusiasmo dei mille e più tifosi del Pescara, rinfrancati dalla gestione Soglia e fiduciosi di agganciare il treno play off.
I quattromila del Riviera invece – in fondo ce lo aspettavamo – non hanno deluso, tenendo testa e anzi sovrastando, in più di qualche frangente, gli ospiti. Tutti i settori hanno fatto la loro parte.
La Curva Nord – orfana della “minoranza”, così si sono firmati coloro che il dicembre scorso, alla luce delle frizioni con la proprietà, frizioni sfociate nell’episodio del dopo-Potenza, hanno deciso di non seguire più le partite casalinghe della Samb – si è prodigata a cantare quasi per gli interi 90′.
Un plauso a loro e a tutti quelli che si sono convinti: l’apporto del pubblico sarà determinante per la salvezza della squadra. E forse i 13 punti, sui 15 disponibili, “fruttati” dall’impianto rossoblu nel corso della gestione Piccioni, non sono del tutto casuali.
Un plauso infine anche ai tifosi del Pescara. E non solo perché il derby si è svolto, sfottò a parte, in un clima di grande correttezza. Ma anche perché va dato atto agli appassionati abruzzesi di aver sostenuto con grande calore la squadra di Lerda. Sciarpe e bandiere prima del via, coreografia fatta di cartoncini bianchi e celesti a inizio secondo tempo e infine, dopo il 2-0, tanti cori a sostegno del proprio undici.
Per una domenica hanno vinto in tanti. Questo è il calcio che ci piace.

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