SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il tribunale di Ascoli ha ammesso la domanda di concordato preventivo presentata dalla Malavolta Corporate, proprietaria dello stabilimento agroindustriale Foodinvest.
Due giorni fa il numero uno dell’azienda Aristide Romano Malavolta ha dichiarato ufficialmente che lo stabilimento di Porto d’Ascoli sarà chiuso. L’imprenditore lo ha comunicato al termine di un incontro presso il ministero del Lavoro a Roma, alla presenza dei sindacati nazionali e locali.

Venerdì dunque è stato ammesso il piano per tentare di saldare tutti i debiti con i creditori. I proprietari dello storico stabilimento, fiore all’occhiello dell’agroindustriale sambenedettese durante le precedenti gestioni, ora tratteranno con i fornitori che vantano crediti nei loro confronti.
Il commercialista sambenedettese Paolo Petrocchi è stato nominato commissario giudiziale; sarà il pubblico ufficiale che vigilerà sull’esecuzione degli obblighi contenuti nel concordato, farà l’inventario del patrimonio disponibile e una relazione sulle cause del dissesto e sulle garanzie per i creditori.

«E’ un giorno triste per San Benedetto – dichiara il sindaco Giovanni Gaspari – al momento non conosco il contenuto del concordato. Per il bene dei lavoratori avrei preferito che ora fosse stato decretato il fallimento della Foodinvest, che poteva dare subito spazio a nuovi imprenditori disposti a scommetterci. E’ triste vedere come l’ennesima fabbrica getti la spugna. Purtroppo in questo territorio sono giunti molti imprenditori che si sono presentati come capitani di ventura e che poi non hanno mantenuto le loro promesse. E’ un dato di fatto che Malavolta ha fallito nei suoi obiettivi».
L’imprenditore romano aveva acquistato lo stabilimento nel 1995, quando si chiamava ancora Surgela. Nel Piceno il suo gruppo possiede anche lo stabilimento Marollo a Rotella, che dovrebbe continuare a produrre. Secondo alcune indiscrezioni, la proprietà potrebbe cedere del tutto la sua presenza nel Piceno, una volta accorpati i due siti produttivi attuali nello stabilimento di Rotella.

A Porto d’Ascoli potrebbero dunque rimanere senza lavoro ben 150 persone, fra i dipendenti dello stabilimento (80 unità) e i circa 70 lavoratori nell’indotto. Negli ultimi tempi la forte crisi aziendale aveva portato ad annullare gli appalti per la vigilanza e la pulizia dello stabilimento.

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