SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se il suo compagno Palladini a Pescara, dall’alto delle dieci stagioni in biancazzurro, è considerato una bandiera, Stefano Visi – l’altro matusa della Samb – non può avere dubbi: quella con il club del Delfino è stata una parentesi. Niente più.
Stagione cadetta edizione ’96-’97. «Nessun ricordo particolare – racconta l’estremo difensore di Pedaso – se non che arrivammo a sfiorare la promozione in A. Ovvio che sia rimasto in me del rammarico. Ma quell’anno non ebbi un grande rapporto con il tecnico (Delio Rossi, ndr), al quale peraltro non serbo rancore. Arrivai e trovai già Morgan De Sanctis. Dovetti confrontarmi con una serie di problemi fisici, insomma all’inizio giocai poco, poi però mi presi il posto».
Visi collezionò 13 presenze in biancazzurro. A distanza di oltre dieci anni, confessa: «Adesso che sono più vicino alla fine della carriera (a dicembre ha compiuto 36 anni…, ndr) mi rendo conto che ogni esperienza ti lascia dentro qualcosa, positiva o negativa che sia. C’è sempre da imparare».
Il Pescara, dicevamo, è stata una parentesi. La Samb invece, è la sua vita. Otto stagioni e 211 presenze con la maglia rossoblu. Per ora, visto che c’è ancora un altro anno di contratto. «Il mio nome è legato a questi colori e ne vado fiero. Per me ogni partita è sempre una sofferenza, nel bene o nel male. Con la Samb è impossibile vivere emozioni banali».
Grande, grandissima, sarà quella di domenica prossima: al Riviera è in programma il derby dell’Adriatico. Visi e compagni devono ripartire dopo la sconfitta di Lanciano.
«Ci sono ancora 14 partite e sappiamo che di solito il girone di ritorno è sempre più duro. Perché le squadre escono dal calciomercato più forti e tutti giocano con intensità e agonismo superiori. Le polemiche di questa settimana? Lasciamo stare le chiacchiere: domenica inizia una serie di esami che vanno affrontati con serenità e tanta forza interiore».
Il 4-1 dell’andata brucia ancora…
«Da qui alla fine del campionato ogni domenica sarà importante. Non ci possiamo permettere distinzioni. Ci credo poco alle rivincite. Dobbiamo invece arrivare a questo impegno con la testa giusta, senza “bruciare” tutto in poco tempo. Non dobbiamo farci fregare dalla voglia di strafare».
Da una parte un Pescara che dopo un inizio difficile sta sognando i play off, dall’altra una Samb di nuovo in difficoltà. E’ preoccupato?
«Sarei un superficiale se non lo fossi. Abbiamo 20 punti in classifica e per salvarci ne dobbiamo fare almeno 22. Però la preoccupazione non deve bloccarci. Ognuno poi ha il suo obiettivo. Noi quello di evitare i play out. Partiamo con qualche chance in meno? Non mi preoccupo del Pescara, ma dei miei compagni di squadra. Certo loro saranno più sereni: finora hanno dimostrato di essere più bravi di noi. Noi dovremo cercare di attingere a quell’umiltà che ci ha permesso di fare punti importanti».
Già finiti i mille tagliandi inviati a Pescara. Pare anzi che i tifosi abruzzesi stiano acquistando biglietti di altri settori del Riviera. Il rischio è quello di giocare quasi fuori casa…
«Loro vengono da una serie di risultati positivi, qui a San Benedetto invece c’è un po’ di delusione dopo le parole spese a inizio stagione. I punti fatti sono pochi. Dispiace perché la Samb ha sempre avuto un pubblico importante alle spalle. Mi piacerebbe rivedere una curva “tosta” come è sempre stata quella di San Benedetto. Dovremo essre bravi anche noi a riportarla dalla nostra parte».

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