ANCONA – La Corte d’Assise di Appello ha confermato la condanna all’ergastolo per omicidio volontario, sequestro di persona e rapina aggravata dall’uso di armi a carico di Yonghuy Liang, 34 anni.
Si continua perciò a ritenere che l’operaio cinese sia l’autore materiale di un delitto che fece molto parlare nell’estate del 2004.
La 25 enne Xu Xuequin era la moglie di Janhua Lai, imprenditore residente a Grottammare. Venne rapita il 26 luglio, fu ritrovata ancora legata e imbavagliata il giorno seguente in Toscana, in fondo al Lago di Bilancino, al Mugello.
Secondo l’accusa una banda di cinesi aveva organizzato un blitz notturno nella casa dell’imprenditore per compiere una rapina.
La donna però venne sequestrata e per il suo riscatto furono chiesti 600 mila euro alla famiglia. Poche ore dopo, però, la rapita venne uccisa barbaramente con delle coltellate alla gola.
E’ stato ipotizzato dalla pubblica accusa che i rapitori avessero deciso di uccidere l’ostaggio perché il marito aveva riconosciuto fra di loro un suo ex dipendente.

L’imputato si è sempre dichiarato innocente. A un complice, Xiuzhong Ke, 26enne reo confesso del delitto, in primo grado era stata inflitta una condanna a 17 anni di carcere, mentre era stata prosciolta Feng Mei Liang, la 29enne che l’accusa considerava la mandante.
Il presunto basista della banda ed ex dipendente del marito della vittima Xie Gong Ming è ancora sotto processo presso la Corte d’Assise di Macerata.

Quest’ultimo fu arrestato a San Benedetto, mentre i due presunti assassini a Massarosa, in provincia di Lucca.

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