ASCOLI PICENO – L’incontro a Roma del 14 gennaio – terminato all’alba del 15 – ha portato per i 196 dipendenti della cartiera un anno di cassa integrazione e poi la mobilità.

Alla riunione hanno partecipato, insieme ad una delegazione sindacale e dei lavoratori, anche il vicepresidente della Regione Marche Luciano Agostini, l’assessore alle Politiche del lavoro Ugo Ascoli ed il vicepresidente della Provincia Emidio Mandozzi.

L’esito sembra non aver soddisfatto pienamente molti degli interessati – Emidio Mandozzi chiedeva ad esempio due anni di cassa integrazione – fra cui il Sindacato dei Lavoratori (Sdl) che non ha firmato l’intesa, ritenendo gli incentivi all’uscita proposti dall’azienda insufficienti.

«Non possiamo permettere – ha sottolineato Agostini – che venga smantellato un simbolo del potenziale industriale della città di Ascoli e che 196 dipendenti si trovino senza lavoro. Per questo ci stiamo impegnando insieme all’azienda per trovare un nuovo acquirente che dia seguito alla gloriosa storia dell’ex cartiera Mondatori».

«Abbiamo ottenuto una soluzione abbastanza soddisfacente – ha spiegato l’assessore Ascoli – se si pensa che potevamo rischiare il mancato accordo. Questo avrebbe voluto dire licenziamenti da subito, senza tutele concrete per i lavoratori».
«L’Azienda finlandese – continua Ascoli – ha annunciato, infatti, che vi è la disponibilità a vendere lo stabilimento ascolano e il sito produttivo e che esiste interesse all’acquisto da parte di due cordate, una locale e una internazionale. Si tratterà quindi di aspettare le trattative, per le quali ci sono margini concreti di speranza per la ricollocazione di un buon numero di lavoratori e in tempi ragionevoli. Le assunzioni di lavoratori in mobilità, infatti, consentono alle imprese sgravi fiscali che pertanto incentivano tali operazioni».

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