SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Cosa hanno fatto i Servizi Sociali del Comune dopo quattro mesi dalla mia denuncia di riduzione delle ore di assistenza scolastica per mio figlio disabile? Semplice: hanno dovuto, dopo avermi sottoposta a quattro mesi di umiliazioni e frustrazioni, riconoscere puramente che dicevo il vero e avevo ragione».
Così la signora Maria Gabriella Ruggeri, madre di un alunno disabile che frequenta una scuola elementare cittadina, prende atto dell’aumento di ore di assistenza scolastica decisa dal Comune. Non senza polemiche.
«Il Comune ha dovuto smettere di mentire, di nascondersi dietro i sedicenti successi conseguiti per il sociale. A proposito, dove stanno questi miglioramenti? Non ce ne siamo accorti».
La risposta da viale De Gasperi è questa, affidata a una nota dell’ufficio stampa: «L’amministrazione comunale ribadisce ancora una volta che nel caso in questione non ha mai ridotto il numero delle ore di assistenza all’autonomia scolastica assegnate.
La scuola aveva ridistribuito le ore assegnate per sopperire ad esigenze degli altri alunni disabili, a causa di una insufficiente assegnazione di ore di insegnamento di sostegno didattico, di competenza dell’Ufficio scolastico provinciale del ministero della Pubblica Istruzione. Tali necessità si sono risolte a seguito di una recente integrazione di ore di insegnamento di sostegno da parte dello stesso Ufficio scolastico provinciale».

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