SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il bullismo a scuola è un fenomeno in continua crescita: lo dicono le cronache dei media e, ancor di più, gli specialisti del settore.
A San Benedetto negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente il numero di genitori che si rivolgono ai consultori familiari per segnalare episodi avvenuti ai loro figli.
Non ci sono dati numerici a supporto di questo fatto, spiega però il dottor Vincenzo Luciani, che però assicura che il fenomeno bullismo non è assolutamente da trascurare, ma da prevenire tramite l’informazione.
Luciani è il coordinatore dei servizi consultoriali delle aziende sanitarie regionali di Ascoli e San Benedetto. Insieme con altri professionisti del mondo della sanità locale e con il personale dei Servizi Sociali del Comune di San Benedetto, coordina un ciclo di incontri tematici fra genitori, alunni e docenti delle scuole cittadine [CLICCA QUI]
«Il nostro mondo – spiega il dottor Luciani – vive un grande problema di costruzione dei legami sociali. Non solo quelli amicali o lavorativi, ma anche quelli di coppia, dove si presume che i due individui si scelgano a vicenda. Eppure il numero dei divorzi cresce sempre più, si calcola che in Europa divorzi una coppia ogni 30 secondi».
E le implicazioni di questa realtà nel bullismo? Per Luciani stiamo perdendo la capacità di risolvere i nostri problemi nella nostra intimità, perciò sfoghiamo sugli altri le nostre debolezze: «C’è una minore capacità di mentalizzare i nostri conflitti, le nostre zone grigie più difficili. Si proietta sull’altro ciò che non riusciamo a superare dentro di noi». Perciò, ricorda il dottor Luciani, il bullismo come la vera e propria violenza, nelle scuole e fuori, nasce da questo.
«La prevenzione si basa sull’insegnamento del rispetto dell’alterità», conclude.

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