SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Va detto che il Bollettino Ufficiale Municipale lo specifica bene, nell’incipit dell’articolo sui lavori pubblici più immediati: «Pavimentazione beige e travertino, molto simile al lato opposto, e inoltre aiuole con varie essenze tra le quali rose».

Viale De Gasperi, perchè però sembra che vogliono fare un marciapiede dal colore diverso dall’altro? Guardando l’immagine a lato dell’articolo, però, questo si saranno chiesti i cittadini che hanno letto il Bum nonostante la chiarezza del suo articolo; questo si sono chiesti anche i rappresentanti cittadini di Rifondazione Comunista.
«Pur essendo sostanzialmente favorevoli al progetto in fase di esecuzione, la pubblicazione sul numero corrente del Bum della simulazione su come verrà realizzata l’opera risveglia in noi preoccupazioni che erano state dissipate», afferma il consigliere comunale Daniele Primavera, che si è divertito a realizzare una semplice simulazione al computer del nuovo viale in versione double-face.
Preoccupazione non necessaria, rassicura poi il progettista comunale, l’architetto Farnush Davarpanah.

«Quelli sono disegni vecchi. Sul lato est il marciapiede avrà una tonalità marrone chiaro, intermedia. Riprenderemo le tonalità del lato ovest, evitando però le sfumature rosse e rosate. E poi procederemo a isolati, per evitare disagi al traffico. I parcheggi? Rimarranno in mezzo vicino all’aiuola».
Circa nove mesi la durata dei lavori, che partiranno dopo il 21 gennaio visto che devono trascorrere i trenta giorni previsti dalla legge dopo l’aggiudicazione dell’appalto.

Dubbi fugati, dunque, anche se alcune domande sono d’obbligo. Sarebbe stato così difficile fornire alla redazione del Bum un disegno aggiornato sul progetto, con i colori veri e senza rivoluzionare il disegno del lato ovest, che in realtà non sarà toccato? Chi se non i tecnici avrebbe dovuto preoccuparsi di fornire gli ultimi disegni del progetto? Perchè uno deve aprire il Bum e restare basito di fronte all’opinabile prospettiva di un viale così diverso da un lato all’altro?
Giriamo la domanda all’architetto Farnush.

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