GROTTAMMARE – Cinque gli appuntamenti di teatro amatoriale – a cura dell’Associazione Lido degli Aranci – di Commedie nostre, manifestazione ormai consolidata nell’agenda teatrale grottammarese con un grande successo alle spalle, al suo terzo anno di vita.

A partire da sabato 19 gennaio cinque compagnie porteranno il dialetto sul palco della Sala Kursaal: si comincia da “Menecmi”, presentato dal teatro dei Picari di Macerata, commedia in due atti di Giuseppe Riccardo Festa e Francesco Facciolli, che cura anche la regia. Lo spettacolo nasce dalla fusione di Menaechmi di Plauto e The commedy of errors di Shakespeare, incontrandosi su Fabula, un’isola magica di esorcismi ed incantesimi.

Sabato 26 gennaio il Gruppo teatrale Pedaso presenterà “Funny money”, una commedia in due atti di Ray Cooney per la regia di Tonino Simonetti. Funny Money è una farsa perfetta, dove l’imbroglio è trattato come una scienza esatta.

Sabato 9 febbraio la Compagnia teatrale Lucaroni di Mogliano porta in scena “La campagna ‘lettorale”, una commedia in due atti di Pietro Romagnoli. Ambientata nel 1975, ripercorre le varie tappe di quegli anni, dai mini assegni, dai voti ai diciottenni, da Moro a Berlinguer.

Sabato 16 febbraio la Compagnia I Filetti rossi Sperluccicosi di Jesi rappresenterà “Zompo dal tetto… fino a giù le scale”, di Andrea Giuliani. La commedia racconta la storia di Gigi che, sperando di riposarsi durante le ferie, si ritrova in una serie vorticosa di fatti a dover risollevare le sorti della sicurezza cittadina.

Sabato 23 febbraio un fuori abbonamento della compagnia Liberi teatranti di Cupramarittima, che porta sul palco una commedia di Gianfelice Imparato per la regia di Severino Trionfante, “Casa di frontiera”. Lo spettacolo vede l’Italia in un futuro non ben definito, divisa in due dalla secessione. In un alloggio, in cui risiedono dei meridionali residenti al nord, succedono fatti buffi e grotteschi.

Ultimo spettacolo sabato 26 aprile, al Teatro delle Energie ad ingresso gratuito. La Compagnia Llegrotte porta  in scena “Amo’ che ve so’ ditte quasce tutte”, per la regia di Riarmando Dimarti con testo e traduzioni di Mario Petrelli. La storia è narata da un cantastorie, che porterà indietro nel tempo la narrazione per ricordare luoghi e modelli di vita che oggi sanno solo di memoria.

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21. L’ingresso è di 5 euro, con abbonamento 15 euro. I bambini fino a 10 anni entrano gratis.

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