SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per la Samb una sconfitta che non ci voleva. Ma non ci volevano nemmeno i tanti proclami di vittoria che abbiamo sentito per tutta la settimana scorsa. Così si carica la squadra di tensioni. Non esistevano poi presupposti statististici, realistici, tecnico-tattici che potevano giustificare una previsione simile. Il Lanciano ha perso appena tre volte ed è potenzialmente in zona play off. La drammatica situazione societaria? Spesso e volentieri è uno svantaggio per gli avversari e non per chi i problemi li ha.
Nel calcio l’umiltà paga sempre: quando una squadra fortissima sottovaluta l’avversario o va in campo sicura del risultato, solitamente perde.
Al tecnico mi sento di fare un piccolissimo appunto, a parte la sua dichiarazione «se vinciamo a Lanciano…»: perché non ha confermato in toto la formazione che ha strapazzato una squadra forte come il Taranto? Perché, sulle orme di quanto faceva Ugolotti, non impiega mai Morini a tempo pieno? Davanti a Morini non vedo tutti questi fenomeni.
Adesso la situazione si è complicata ma i play out vanno assolutamente evitati e per riuscirci è indispensabile mettere da parte tutte le polemiche e fare come quando da posizioni disperate, in serie B, si raggiungevano salvezze incredibili.
Un’altra considerazione va immediatamente fatta: nel giro dei prossimi due anni la serie B diventerà a due gironi. Perché perdere un’occasione simile? La retrocessione in C2 sarebbe fatale ma anche ritardare troppo un serie di investimenti per creare le basi che possano permettere di sfruttare un’opportunità più unica che rara.
Il futuro ci aspetta e l’unità di intenti tra tifo e società è indispensabile.

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