ASCOLI PICENO – Informazioni forse passate un po’ in sordina, a dispetto del grande movimento di queste ultime settimane riguardante l’impatto ambientale che potrebbe causare un impianto come la Turbogas a Marino del Tronto.

In una intervista a Radioascoli (nel novembre 2007), un dipendente ventennale della Ahlstrom (la cartiera di Ascoli che fa parte del Gruppo finlandese) Piero Travaglino, affermava che «la Turbogas sarebbe un’ancora di salvezza grande, perché abbatterebbe il costo dell’energia. Le istituzioni devono capire che il futuro della zona industriale ascolana passa attraverso la Turbogas. Quindi è chiaro che tutte le persone che si esprimono non a favore della Turbogas… non ci piacciono».

Che relazione quindi fra c’è la Turbogas e la crisi degli ultimi mesi della Cartiera? Facciamo qualche passo indietro.

Il 1° novembre 2007 la Provincia di Ascoli afferma che «una società a capitale svizzero è pronta a realizzare un impianto a cogenerazione per abbattere i costi dell’energia della Cartiera», che, a rischio chiusura, avrebbe portato alla perdita di quasi 200 posti di lavoro.
«Per questo era e resta nostro intendimento – hanno affermato il presidente Massimo Rossi e il vicepresidente, nonché l’assessore al Lavoro Emidio Mandozzisostenere e favorire la realizzazione della centrale che produrrebbe energia da vendere sul mercato e calore da distribuire principalmente allo stabilimento Alhstrom, con evidente abbattimento dei costi energetici della Cartiera».

L’intento era quindi di accettare la proposta del Sea S.p.A (Società Elettrica di Ascoli) «e – continua Rossi – ci adopereremo per individuare possibili acquirenti in grado, alla luce di questo importante elemento, di mantenere il sito produttivo e i livelli occupazionali attuali».

Il 4 novembre 2007, sempre sul sito della Provincia si leggeva che «l’impianto di cogenerazione è compatibile con il Piano energetico regionale» e che «il Piano Eenergetico Ambientale Regionale – spiegava sempre il presidente della Provincia Massimo Rossi – punta a ridurre la differenza tra consumo e produzione di energia privilegiando certo impianti funzionanti con fonti rinnovabili (fotovoltaico, biomasse, olio vegetale), ma senza prescindere dall’utilizzare anche impianti alimentati con fonti tradizionali perché ad alta efficienza e inseriti in contesti territoriali adeguati. Requisiti che la centrale proposta ad Ascoli indubbiamente possiede. Senza nasconderci – conclude il Presidente – che l’impianto, qualora risultasse, come la Provincia si augura, compatibile con le esigenze ambientali, porterebbe effetti benefici sull’equilibro economico della Cartiera. Il cui principale elemento di difficoltà sta proprio nel costo dell’energia, soprattutto quella termica, fattore determinante, questo, per l’intero sistema economico piceno, come sottolineato anche da sindacati e organizzazioni datoriali».

L’8 novembre 2007, sempre Massimo Rossi, affermava che «verrà promosso a breve un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e la società interessata a realizzare nei pressi della Cartiera un impianto di cogenerazione per scambiare informazioni e valutare se questa ipotesi, qualora compatibile con l’ambiente, possa costituire una reale opportunità per garantire le maestranze ed il futuro della cartiera stessa».

Contestualmente ai vari scambi di opinioni, il 16 novembre 2007 l’assessore all’ambiente Manuela Marchetti ha inviato una lettera alla Regione Marche e alla Sea, sottolineando che «la centrale in progetto produce degli effetti ambientali che coinvolgono altri comuni oltre a quello di Ascoli Piceno presso il quale è stata data pubblicità dell’iniziativa e depositato il progetto. Si ritiene quindi opportuno – continua l’assessore – procedere al coinvolgimento nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale dei comuni di Maltignano, Folignano e Castel di Lama e, in via cautelativa, dei comuni di Ancarano e Sant’Egidio alla Vibrata della Regione Abruzzo».

In sintesi, quindi, nell’estate del 2007 il Sea ha presentato alla Provincia un progetto per la costruzione di un impianto di coogenerazione, mentre contestualmente si tiravano le somme sulla crisi della Cartiera di Ascoli. I due accadimenti si sono così andati ad intersecare.

Cos’è la Sea? È una società di progetto del gruppo Rätia Energie, società svizzera di proprietà del Canton Grigioni che, nel 2007, ha già aperto una centrale Turbogas a Teverola, in provincia di Caserta (dentro l’agglomerato industriale Merloni), con la società di progetto Set S.p.A (Società Elettrica Teverola) costituita in partnership con il gruppo Hera Spa (un altro gruppo di proprietà pubblica dell’Emilia-romagna).

La stessa Ahlstrom non è nuova a questo tipo di decisioni: infatti è del 20 dicembre 2005 la notizia che «la Ahlstrom ha annunciato oggi un investimento di 7 milioni di euro per la costruzione di un nuovo impianto di co-generazione presso il proprio stabilimento di Mathi (Torino). Il nuovo impianto sarà costruito e gestito da una società esterna e garantirà forniture concorrenziali di vapore e di energia elettrica per soddisfare il fabbisogno energetico dello stabilimento di Ahlstrom Turin».

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