ASCOLI PICENO – Sulla rottura del ponte di Tallacano di Acquasanta, che ha determinato l’emergenza idrica degli scorsi giorni, la Ciip SpA ha avviato una indagine interna per accertare con la massima trasparenza e garanzia per tutti le cause dell’evento calamitoso; la Ciip si rivolgerà inoltre al Tribunale di Ascoli Piceno per un’istanza di accertamento tecnico preventivo, auspicando che venga nominato, in qualità di verificatori, un pool di professionisti di fama nazionale, preferibilmente di fuori regione, per stabilire le responsabilità di quanto accaduto.

La Ciip fa sapere che nel giugno del 2000 ha dato incarico di progettazione all’ingegner Amedeo Grilli (progettista esterno), della manutenzione straordinaria di tutta la rete acquedottistica del Pescara d’Arquata. «Si vuole evidenziare – scrive la Ciip in una nota – che, dal giugno del 2000, l’iter progettuale è seguito direttamente dalla struttura tecnica dell’allora Consorzio Idrico (poi CIIP spa), senza più alcun coinvolgimento del CdA dell’Azienda, come previsto dalle procedure interne della stessa».

Scrive ancora la Ciip: «La relazione tecnica al Progetto Generale Definitivo evidenziava sia chele strutture portanti in cemento armato presentano distacchi e cadute di parte di copriferro (…) A protezione dei raccordi con le sponde sono previste delle reti metalliche di protezione che per la loro vetustà non assolvono più la funzione di interdire l’accesso non garantendo più la sicurezza contro l’intrusione degli estranei. (…) Tutti i ponti, ad eccezione di quelli degli attraversamenti in corrispondenza del fiume Aso, sono caratterizzati da un avanzato stato di degrado dei calcestruzzi. (…) Tali manufatti, che hanno circa 50 anni, presentano un debito manutentivo accentuato, che sommato agli effetti degli agenti atmosferici per la parte esterna e alla condensa e penetrazione umida per la parte interna hanno determinato la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria”, ma anche e soprattutto che: “Tutti i manufatti sono stati monitorati con diversi sopralluoghi in occasione dei rilievi e ripetuti nel tempo e si è rilevato che non esistono evidenti fenomeni di dissesto statico riconducibile alle fondazioni per cui gli interventi sono finalizzati esclusivamente al ripristino strutturale dei calcestruzzi ammalorati con la ricostruzione delle sezioni nonché un reintegro della sezione resistente, in origine attribuita completamente alla armatura metallica, mediante l’adozione di placcaggio superficiale con fibre di carbonio».

In particolare, per quanto concerne il ponte scatolare di Tallacano, continua la nota, «nel progetto, dai rilievi e dai sopralluoghi effettuati, non risultano cedimenti o segni di dissesto strutturali nel ponte stesso per cui gli interventi previsti, per un importo complessivo di € 230.945,00 più Iva, erano:

  • risanamento dei calcestruzzi ammalorati;
  • realizzazione di apposite aperture di aerazione e di scarico;
  • impermeabilizzazione delle superfici orizzontali di copertura;
  • impermeabilizzazione con guaina ardesiata e posa di scossaline di rame o acciaio inox per ridurre il gocciolamento e la conseguente imbibizione delle pareti verticali;
  • realizzazione di recinzioni di maglia metallica zincata plastificata verde per impedire l’accesso agli estranei nella zona del ponte-tubo;

come si evince dalla stessa delibera dell’AATO n. 45 del 30/06/2004».

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