SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dura contestazione del centrodestra – con l’eccezione dell’Udc – verso l’aumento della pressione fiscale indicato dall’ultimo bilancio di previsione. Manifesti con lo slogan “più spese, più debiti, più tasse” in giro per la città, scetticismo, accuse all’assessore al Bilancio Antimo Di Francesco per aver omesso – sostiene l’opposizione – di presentare una panoramica sui nuovi servizi che giustificano l’aumento delle tasse.
«Di Francesco si vergogni, non ha mantenuto fede alla parola data in commissione Bilancio prima dell’ultimo Consiglio comunale», tuona Luca Vignoli di An.
Accuse nella forma e nella sostanza verso l’ultima manovra finanziaria dell’amministrazione comunale, definita come una vera stangata, in particolare per l’aumento dell’Irpef dallo 0,5% allo 0,8%. E poi un aumento del 7,70% dell’Ici sulle seconde case affittate e sui negozi, parcheggi blu per i non residenti da 60 a 150 euro, ticket orario nelle zone blu del centro da 60 centesimi a un euro.
Nella forma, Vignoli definisce come «bugiardi e intellettualmente disonesti» gli esponenti della maggioranza.
«La stangata non serve solo per aprire ludoteche e asili nido, se così fosse nulla quaestio – dice Vignoli – né per fronteggiare gli adeguamenti Istat delle tariffe. Qui c’è più di un milione di euro di spese che per noi sono inutili. Consulenze, spese di rappresentanza e per convegni, spese per nastrini e pailettes, 200 mila euro all’anno per la gestione post mortem della discarica. Si poteva evitare facendo la centrale per il teleriscaldamento».
Gabrielli di Forza Italia parla di un Gaspari che «si crede Re Sole nella reggia di Versailles» e critica una politica finanziaria che sarebbe improntata alla creazione spropositata di debito per il Comune.
Felicetti della Lista Martinelli è radicale: «Tutti gli incarichi sono inutili, si possono sfruttare le competenze già all’interno del Comune».

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