ha collaborato Michele Natalini

MONTEPRANDONE – Si trova nella sua abitazione dal 22 dicembre scorso e seppur con postumi non trascurabili si avvia alla guarigione.
Emidio Di Luigi
, il tifoso della Samb caduto dalla transenna della Curva Nord lo scorso 9 dicembre, è stato operato al braccio sinistro nel quale i medici di Ancona hanno impiantato una piastra metallica; ha una frattura composta a un femore e a giorni avrà una visita di controllo per vedere se si dovrà sottoporre a un’operazione chirurgica ai legamenti di una caviglia.
La moglie di Emidio Di Luigi, la signora Vienna, è titolare insieme a lui di un circolo Arci a San Benedetto. Ci rassicura sulle condizioni del marito e dice: «Sono un po’ amareggiata, perchè dopo le prime telefonate di solidarietà del capitano della Samb e dei vertici della società mi aspettavo che qualcuno lo venisse a trovare ad Ancona o qui a casa. Invece nulla, neanche un biglietto di auguri per le feste natalizie»: la signora Vienna si vuole togliere questo sassolino dalla scarpa, ipotizzando che forse quanto successo giorni dopo all’allenatore Enrico Piccioni (arrestato dalla Guardia di Finanza con delle accuse relative al suo passato nella Vis Pesaro, ndr) abbia distolto l’attenzione della società dal caso di suo marito.
Tredici giorni di degenza all’ospedale Torrette di Ancona, una lesione alla mascella che per fortuna non è risultata essere fratturata, alcuni punti di sutura sulla fronte. Ma il peggio è passato e Di Luigi ha potuto riabbracciare la famiglia, i due figli gemelli di 14 anni e gli amici.
Non era un ultrà di quelli storici, Di Luigi. Erano pochi mesi che il suo coinvolgimento per le sorti della Samb lo portava in prima linea sulla transenna del settore più caldo del tifo rossoblu. Una transenna che per la signora Vienna non è a norma, è troppo pericolosa.
«Durante la partita (Samb-Sangiovannese, ndr) la Samb aveva sprecato un’occasione da gol. E’ seguito un momento di trambusto fra i tifosi ed Emidio ha perso l’equilibrio. Un istante maledetto, me lo hanno confermato i testimoni. Ma non era ubriaco né drogato, lo testimonia con certezza la sua cartella clinica».
Di Luigi, secondo il racconto della moglie, non avrebbe perso i sensi prima di cadere, tanto che durante la caduta avrebbe compiuto dei movimenti e in qualche modo sarebbe riuscito ad attutire l’impatto con i gradoni di cemento.
«Chi lo ha visto ha detto che sembrava che nuotasse, durante quel maledetto volo. E’ andata bene, se penso a quanto successo al povero Cioffi nella stessa situazione mi viene un brivido. Ho provato tanta paura che ancora non riesco a raccontare bene quella giornata».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.578 volte, 1 oggi)