SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Intendiamo difendere il valore della memoria, ma con l’intenzione di preparare un futuro migliore». Con queste parole il sindaco Giovanni Gaspari conclude le sue riflessioni in merito al valore educativo della Costituzione, nel 60º anniversario dalla sua entrata in vigore (1° gennaio 1948).
Il documento che è stato oggetto delle argomentazioni del sindaco che ha anche approfittato dell’occasione per annunciare future iniziative con le scuole superiori.
«In vista della celebrazione ufficiale della nostra Costituzione, che cade naturalmente il 2 giugno, festa della Repubblica – ha infatti dichiarato Gaspari – il comune di San Benedetto collaborerà con le scuole cittadine per organizzare specifici momenti di formazione, riflessione e approfondimento rivolti agli studenti, per favorire la conoscenza dei principi della nostra legge fondamentale»
«Anche quest’anno – ha proseguito il sindaco – consegneremo una copia della Costituzione ai ragazzi che, nel corso dell’anno, compiono 18 anni. I giovani restano i destinatari privilegiati degli insegnamenti che il passato può offrire, non per limitarne la capacità di agire, ma per renderla più consapevole e appassionata».
In merito alla nostra Costituzione, sempre con un occhio di riguardo verso i giovani, il primo cittadino ha aggiunto che «la Carta resta uno dei massimi testi civili a disposizione di noi italiani e, in particolare dei giovani, che sono oggi privi di grandi riferimenti ideali e vivono invece immersi in una società più cinica, che tende a chiudere i singoli in una dimensione individuale».
Non manca infine una piccola vena di ottimismo e di speranza quando Gaspari – ricordando il quadro storico che portò all’adozione della Costituzione e quello che nei decenni successivi ne ha segnato la tenuta – afferma che «le divisioni ideologiche tra i padri costituenti erano molto più profonde di quelle che attraversano oggi il Parlamento e la stessa società. Non per questo mancarono il dialogo e un risultato di altissimo livello che seppe tenere insieme le istanze sociali e quelle della libera iniziativa privata in un Paese “rigato” da ingiustizie e squilibri maggiori di quelli odierni».

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