SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sconterà gli arresti domiciliari in un campo nomadi a Roma, anzi no. Lo hanno disposto i magistrati della Corte d’Appello di Ancona: Marco Ahmetovic tornerà nel residence rivierasco dove ha già scontato tre mesi di arresti domiciliari dopo essere stato condannato in primo grado a sei anni e sei mesi di reclusione per aver provocato il tragico incidente stradale di Appignano del Tronto in cui lo scorso 23 aprile persero la vita quattro adolescenti.
I giudici di appello, presieduti da Vincenzo De Robertis, competenti sul reato di omicidio colposo di Appignano, hanno accolto le considerazioni formulate dal procuratore generale, che hanno sollevato la questione secondo cui in un campo nomadi sarebbe stato più difficile controllare eventuali tentativi di evasione.

Si può dunque parlare di un vero colpo di scena, dato che solo poche ore prima nella mattinata dell’8 gennaio il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ascoli aveva disposto la sua scarcerazione e il suo affidamento a un campo nomadi di Roma, dove vive la sorella e dove il giovane rom avrebbe scontato gli arresti domiciliari frequentando contemporaneamente una struttura di recupero per alcolisti.
Ricordiamo che Ahmetovic era tornato in carcere lo scorso 20 dicembre su ordine del giudice del tribunale di Ascoli Lorenzo Falco, accogliendo una richiesta del sostituto procuratore ascolano Ettore Picardi. Il giovane era stato intercettato in una conversazione telefonica con un pregiudicato, violando così il divieto di parlare con persone estranee alla famiglia, al suo legale e alla persona che lo ospita e che lo tornerà ora ad ospitare nel suo residence. Le prescrizioni del giudice che il giovane rom aveva violato, però, non si riferivano all’omicidio colposo plurimo di Appignano ma ad una tentata rapina di cui si era reso responsabile pochi mesi prima della tragedia che ha sconvolto il paese della vallata del Tronto.
RISVOLTI POLITICI NAZIONALI Pochi minuti dopo la diffusione della notizia, l’ex Guardasigilli Roberto Castelli ha dichiarato all’Adnkronos che «non è vero che il ministro della Giustizia non può intervenire, come dice Mastella, anche se il magistrato ha la facoltà di decidere. Il ministro può inviare gli ispettori per verificare se tutto è avvenuto nei termini di legge. E può anche applicare una sorta di moral suasion. Quando c’e’ pericolo di fuga – ha continuato il senatore leghista – il magistrato ha il dovere di applicare la custodia cautelare e nel caso di Ahmetovic la fuga è facile da un residence. Mastella ha pertanto la possibilità di intervenire».

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