MARTINSICURO – Il nuovo anno inizia con una sensazione di incertezza per l’associazione Anffas di Martinsicuro, che nel corso del mese di dicembre si è vista revocare dall’amministrazione comunale la concessione demaniale sulla quale avrebbe dovuto sorgere lo stabilimento balneare “Adriatico Handisport 2000”, attrezzato per accogliere disabili fisici anche gravi.

Tra le motivazioni addotte dalla giunta comunale ci sarebbero problemi di forte erosione sull’area in questione, che nel corso degli anni – la prima autorizzazione all’esecuzione del progetto risale al 1999 – avrebbe perso l’idoneità all’accoglimento di una struttura balneare. Alla promessa di trovare un altro sito funzionale entro il mese di gennaio – termine ultimo per far partire il progetto e non perdere i finanziamenti regionali e ministeriali – si sono aggiunte nel corso delle ultime settimane alcune dichiarazioni da parte di alcuni esponenti di An, tra cui il vicesindaco Luigino Fedeli e l’assessore al Turismo Giacinto De Luca, secondo i quali la scelta di revocare la concessione sarebbe stata dettata da una sorta di presa di coscienza di non “discriminare” i disabili in un unico stabilimento, bensì di provvedere affinché tutti gli chalet esistenti si adeguino, in base alle leggi vigenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ad accogliere ed ospitare persone con disabilità fisiche.

A tal proposito l’associazione Anffas fa notare all’amministrazione comunale come il progetto “Adriatico Handisport 2000” sia stato concepito per andare oltre al semplice rispetto delle norme vigenti per l’accesso ai disabili che tutte le strutture pubbliche devono avere, e di contenere una serie di elementi unici per permettere l’accesso in spiaggia e in acqua anche a persone con disabilità fisiche gravi, impensabile negli altri chalet di Martinsicuro.

Tra i requisiti previsti nel progetto ci sono bretelle pedonali che collegano i parcheggi con lo stabilimento; passerelle, pedane e scivoli in legno per permettere una completa mobilità di carrozzine nell’area ricreativa, nel bar, e presso i servizi; un bancone del bar ribassato per permettere l’accesso sia ai disabili clienti, sia a coloro che eventualmente si trovano dalla parte opposta intenti al lavoro; una serie di pedane e camminamenti in legno disposti affianco dei vari ombrelloni in spiaggia; un isolotto per stare sdraiati o fare il bagno in acqua; un sistema di guida e orientamento specifici per ciechi o ipovedenti; una postazione di primo soccorso e una postazione internet; la presenza di operatori, volontari e bagnini qualificati per permettere a tutti la discesa in acqua e la libera fruizione della spiaggia. Lo stabilimento prevede inoltre la presenza, nell’area ricreativa, di giochi utilizzabili anche da bambini con disabilità.

Attualmente in Italia esistono solo atri due stabilimenti simili: uno in Sardegna a Quartu Sant’Elena e uno in Toscana a Follonica.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 3.943 volte, 1 oggi)