OFFIDA – La crisi idrica sta generando divisioni politiche inusuali: non solo la classica contrapposizione tra destra e sinistra, ma anche all’interno degli stessi schieramenti – e addirittura partiti – ci sono profonde divergenze.

Come quella che vede contrapposti il sottosegretario agli Affari Regionali Pietro Colonnella e il sindaco di Offida Lucio D’Angelo, entrambi del Partito Democratico, entrambi ex diessini.

Se infatti Colonnella, nella giornata di venerdì 4 gennaio, aveva contattato il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, per chiedere un intervento del ministero (il 9 gennaio, a Roma, si terrà un incontro per valutare la situazione del Piceno), il sindaco D’Angelo non gliele manda certamente a dire riguardo la sua «latitanza» in questi giorni di emergenza.

«In piena emergenza idrica – scrive D’Angelo – con tutte le istituzioni di questo territorio impegnate a garantire i necessari interventi, con la mobilitazione della Prefettura, della Protezione Civile nazionale, regionale e provinciale, della Provincia, dell’Ato 5, del Ciip, del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco, delle Asl, delle organizzazioni di volontariato e di tutti i 17 comuni coinvolti, l’unica cosa che è stato in grado di fare il sottosegretario di Stato Pietro Colonnella, oltre che scambiarsi telefonicamente gli auguri con il ministro Di Pietro, è di organizzare ad Acquaviva Picena un incontro sul 60° anniversario della Costituzione Italiana» (clicca QUI).

«Di fronte a migliaia di famiglie da giorni senza acqua il sottosegretario, latitante fino ad oggi, organizza convegni. L’articolo 1 della Carta costituzionale recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Auspico che il presidente Prodi applichi concretamente tale principio mandando a casa chi con il lavoro non ci è misurato mai» è la caustica chiusura del primo cittadino offidano.

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