SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tredici giorni di carcere, e adesso di nuovo in libertà: Enrico Piccioni è uscito quest’oggi dal carcere di Villa Fastiggi di Pesaro, dove era stato trasferito il 29 dicembre (in precedenza era stato arrestato e rinchiuso a Marino del Tronto), accusato di bancarotta documentale nella vicenda che ha portato al fallimento la Vis Pesaro nell’estate 2006.
Il Tribunale del Riesame di Ancona infatti ha accolto le richieste formulate dai due avvocati Augusto Mandolini e Massimo Ricci lo scorso 24 dicembre: la scarcerazione per mancanza dei presupposti di inquinamento delle prove e reiterazione del reato.

Stamane i due legali si erano recati ad Ancona e quindi, in tarda mattinata, sono andati a Pesaro dove Piccioni è stato interrogato. Alle 13,30 è giunto da Ancona il fax con il quale si sono accolte le richieste degli avvocati con il conseguente rilascio di Piccioni. «Un fatto importante, perché la scarcerazione non è stata decisa dal Pubblico Ministero ma dal Tribunale del Riesame», spiega l’avvocato Mandolini. Piccioni è uscito dal carcere di Pesaro alle 15,30 accompagnato dai due avvocati e dal fratello Bruno.

Numerosi, fin dai primi minuti, le telefonate di affetto giunte all’allenatore della Samb. Addirittura, durante la permanenza a Marino del Tronto, sono stati recapitati a Piccioni circa 200 telegrammi di solidarietà, in gran parte scritti da tifosi rossoblu. Tifosi che Piccioni ringrazia personalmente.

Adesso la vicenda legata al crac della Vis Pesaro proseguirà, ma, come spiega Mandolini, «Piccioni può pensare solo al pallone, del resto ci occupiamo noi».

L’allenatore sambenedettese riabbraccerà, per prima cosa, la famiglia. Poi, nel tardo pomeriggio, vorrebbe tornare al Riviera delle Palme per salutare la squadra. Al momento la società non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali circa la definizione della guida tecnica. Sembra che Piccioni si sia sentito telefonicamente con il presidente Tormenti dicendogli che il pensiero della Samb e dei giocatori gli ha dato molta forza in questi giorni difficili.

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