Tra le iniziative natalizie riveste sicuramente una certa importanza Natale al Borgo, manifestazione che ormai da dodici anni si svolge tra le vie del Paese Alto. L’evento è interamente allestito dal Comitato di quartiere, la cui presidente Patrizia Logiacco ci spiega che però le difficoltà organizzative non sono poche, anche a causa della scarsissima collaborazione del Comune, e ci racconta come una delle zone più suggestive della città sia in realtà afflitta da numerosi problemi.
Lei è presidente del quartiere dal’95, anno in cui il progetto Natale al Borgo è nato.
«Sì, diciamo che questo evento l’ho voluto io con la collaborazione di tutti i residenti. Il nostro è un quartiere che partecipa molto. Se consideriamo che l’iniziativa è completamente gratuita e talvolta non riceviamo neanche un piccolo finanziamento dall’Amministrazione, si capisce come dobbiamo fare grandi sforzi per realizzarla».
Perché non ricevete finanziamenti?
«A volte li abbiamo ricevuti, a volte no. L’iniziativa arriva a fine anno, in tempo di bilancio, e spesso il Comune ci dice che non ha più fondi. L’evento dà visibilità alla città, tanto che ogni anno conta circa diecimila visitatori ma il Comune non è in grado di fare ciò che istituzionalmente deve fare, ossia promuovere tali eventi».
Quest’anno avete avuto un contibuto?
«Ci hanno detto che avremo un rimborso di seimila euro,che sono comunque insufficienti, ma non sappiamo quando. Intanto noi abbiamo dovuto anticipare tutto per le spese. C’è un regolamento comunale secondo il quale chi vuole fare una manifestazione e avere un contributo deve presentare la domanda almeno 3 mesi prima. Io presento sempre la domanda in tempo, anche perché ci sono spese che vanno pagate subito, come la Siae, l’assicurazione, l’affissione dei manifesti, e tante altre cose. Quest’anno il 20 dicembre (6 giorni prima della manifestazione) mi chiamano per firmare il modulo per un anticipo. Innanzitutto io per quella data le spese le ho già sostenute, e comunque firmare il modulo non significa riscuotere. L’anticipo non si sa quando sarà erogato, forse a gennaio, e tantomeno il resto del rimborso. È difficile lavorare così».
Mi sembra che ci sia tensione con l’Amministrazione.
«In realtà non ci sono rapporti, dato che qualsiasi richiesta fatta negli anni non è mai stata ascoltata».
Che richieste avete fatto?
«Sinceramente mi vergogno un po’ a dirlo, perché sembro monotona, ma ogni anno chiediamo le stesse identiche cose, tanto non vengono realizzate. Abbiamo avuto sempre le porte chiuse in faccia».
Ci fa un esempio concreto?
«La manutenzione ordinaria non viene fatta, abbiamo gravi problemi di sicurezza e non importa a nessuno, via Marinuccia è franata dal 5 febbraio 2003, le fogne vanno sistemate… devo continuare? Posso andare avanti per ore».
Problemi di sicurezza?
«Sì sul vecchio incasato occorre mettere le mani al più presto. La questione è grave ed urgente. Per fare l’indagine sulle grotte sotterranee, nonostante i diversi crolli che ci sono stati, abbiamo dovuto lottare davvero tanto. I lavori dell’Amministrazione si limitano a gettare una chiazza di cemento e a metterci su due sampietrini. Anche l’arredo urbano va sistemato».
Ha detto che nel quartiere c’è molta partecipazione, eppure è costituito da moltissimi anziani.
«È vero, ma gli anziani tengono molto al luogo in cui vivono. Il quartiere è pulito solo perché ci sono ancora le signore anziane che spazzano la strada. Io vivo qui da 28 anni e sotto casa mia non ho mai visto uno spazzino. La Multiservizi ci ha dimenticati completamente. È un peccato perché architettonicamente è una delle zone più belle della città e invece si sta riducendo ad uno schifo».
Quali sono le aree che hanno maggiormente bisogno di riqualificazione?
«C’è la zona sopra al cimitero che fa ribrezzo perché è completamente abbandonata. Ho fatto un dossier con tanto di foto ma l’Amministrazione non ha neanche accennato una risposta, né un commento. Anche l’ex-mattatoio va riqualificato insieme a tutta via Manara. Poi non abbiamo parcheggi, le strade sono strette,il campo sportivo è pietoso, non abbiamo luoghi di aggregazione fatta eccezione per la parrocchia che tra l’altro non ha spazi, né un teatro né un salone capiente».
Dove si incontrano i residenti?
«In strada. Purtroppo però in inverno ci piacerebbe avere un luogo per i nostri ragazzi. La società sportiva Torrione al momento utilizza la vecchia palestra della scuola ma la condivide con altri gruppi. Non è facile».
Cosa vi augurate per il 2008?
«Un po’ di attenzione e di ascolto da parte dell’Amministrazione, solo questo. Per il resto sono molto contenta dei residenti del mio quartiere. Al di là dell’esistenza di un Comitato,la cittadinanza è attiva e si farà sempre sentire. Il Comitato è solo un portavoce, nato per esigenze primarie, quando ancora non c’erano sempre acqua e luce in tutte le zone del quartiere. Ora abbiamo l’acqua e la luce, ma ci siamo fermati lì».

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