SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non poteva andare meglio di così. Nonostante il freddo pungente e la fila interminabile “Natale al borgo” è riuscito anche quest’anno a fare il pieno di pubblico.
Per questa dodicesima edizione molti gli appassionati delle antiche tradizioni sambenedettesi che sono tornati a vagare tra le vie del Paese Alto con l’intento di gustarsi le quattordici scenette in vernacolo recitate da “attori” non professionisti di ogni età che hanno animato con la loro verve i pomeriggi del 26 e del 27 dicembre.
Un tributo ai nostri nonni e soprattutto alle nostre nonne quello che è andato in scena nella due giorni natalizia dalle 15 alle 20, quando il borgo antico di San Benedetto è magicamente ripiombato nel passato proiettandosi nei primi anni del Novecento.
Il percorso che partiva da via del Consolato, dove veniva presentata la manifestazione, si snodava poi tra i vicoli del Paese Alto fino a confluire in via del Tesoro, dove oltre all’uscita c’era una mostra di antiche fotografie in bianco e nero e un’esposizione di vecchi attrezzi. Durante questa “passeggiata nel tempo” si poteva anche sostare per un piccolo ristoro in piazza Sacconi, dove all’interno della sagraDe Su Dentre” si trovavano frittelle, “frittejette”, maritozzi con nutella e del caldo vin brulè.
Tante le risate tra una scena e l’altra, ma anche tanta commozione in questo teatro di strada che sottolinea ogni anno di più quanto la società sambenedettese di inizio Novecento fosse incentrata sulla figura della donna, perno della famiglia che doveva sopperire all’assenza dell’uomo, spesso in mare o troppo spesso in compagnia della bottiglia di vino. Dunque tante le figuranti che hanno rappresentato le gioie e i drammi dell’epoca riuscendo a emozionare i visitatori raffigurando anche l’altro lato della medaglia: l’asprezza della vita di un tempo, dove il mare – unica risorsa di cibo – era anche ciò che portava via figli, mariti, padri.
«Una grande soddisfazione per l’edizione di quest’anno – ha dichiarato il presidente del Comitato di quartiere Patrizia Logiacco – con un flusso di presenze in linea con gli anni passati. Molti i giovani che hanno visitato la manifestazione, nonostante il freddo e la fila all’ingresso. Circa il sessanta per cento dei visitatori erano ragazzi che sono venuti a riscontrare i racconti fatti dai loro nonni. Di difficoltà ce ne sono state tante, gli attori non sono professionisti, tuttavia nonostante tutto sono riusciti con la loro genuinità e spontaneità a non perdersi durante la messa in scena, anche se magari veniva dimenticata qualche battuta hanno avuto la capacità di riprendersi, spesso coinvolgendo il pubblico che ho visto andare via molto entusiasta».
Una grande macchina quella che si muove dietro a una manifestazione del genere: circa trecento le persone che hanno partecipato tra figuranti, servizio d’ordine, organizzatori e collaboratori.
Uno “staff” che non percepisce ricompensa alcuna anche perché la manifestazione è completamente gratuita, non c’è un biglietto di ingresso.

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