MARTINSICURO – «Lo stabilimento non può essere realizzato nel sito previsto dal Piano Demaniale Marittimo Comunale vigente perché tale sito è “troppo piccolo” e perché è presente il fenomeno dell’erosione». Attraverso un comunicato, l’Associazione che si occupa di disabili riprende e risponde ad alcune dichiarazioni esternate dall’ Amministrazione sulla realizzazione del progetto “Adriatico Handisport 2000″, che allo stato attuale ha una realizzazione dall’esito incerto.

«La dimensione del sito – spiega la nota – non è cosa che debba interessare all’Amministrazione Comunale. L’erosione è presente su tutto il litorale comunale, e non si capisce perché il Comune si prenda tanta cura nell’indicare tale fenomeno proprio per lo stabilimento dell’Anffas».

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale lo stralcio dal Pdmc della concessione n.38 destinata alla realizzazione di uno stabilimento balneare per disabili ha mobilitato l’Anffas, che sta cercando di ottenere un ripensamento in merito da parte dell’Amministrazione comunale, o quantomeno una rapida soluzione che permetta al progetto di non perdere i finanziamenti ministeriali e di proseguire l’iter per la costruzione dello stabilimento balneare, magari in una sede alternativa a quella revocata.

«Il Comune – prosegue la nota – dice di non essere contrario allo stabilimento, ma rivedrà in seguito dove localizzarlo, prende tempo per la “sistemazione” del litorale, non può dire ora quale sarà il sito dello stabilimento dell’Anffas.

Perché l’Amministrazione Comunale, pur sapendo che l’Anffas rischia la perdita del cospicuo finanziamento statale e visto che ha dichiarato la volontà di vedere realizzato lo stabilimento non inserisce subito nella Variante al Piano Demaniale, l’indicazione del sito che vuole destinare allo stabilimento dell’Anffas? Perché ad una volontà solo dichiarata non fa seguito un atto concreto?»

Alle insinuazioni di presunta illegittimità dell’assegnazione nominale all’Anffas dell’area sul litorale prevista nel Piano Spiaggia, l’associazione risponde che le passate amministrazioni – Micozzi dal 99 al 2002 e Maloni dal 2002-2005 – hanno sempre approvato in pieno il progetto e non avevano avuto osservazioni di sorta in merito. Chiede pertanto quali siano le illegittimità alle quali ci si riferisce.

«Nel corso dell’ultimo consiglio comunale – prosegue la nota – il Sindaco ha detto che l’Anffas non ha perso i finanziamenti finora e quindi non li perderà se deve aspettare ancora per altro tempo.

Queste parole suonano veramente a dispregio dell’opera indefessa dell’Anffas, della tenacia e della volontà delle famiglie, delle attese che i ragazzi ripongono nella realizzazione del progetto che potrà essere per loro occasione di inserimento lavorativo. Le due proroghe concesse dal Ministero hanno finora trovato la loro ragione nel fatto che non era ancora terminato l’iter di adozione del Pdmc. Ma allo stato attuale, con un Piano Demaniale Marittimo vigente, un’ulteriore proroga da parte del Ministero non avrebbe ragione di essere, pertanto il progetto deve rispettare i termini fissati per la realizzazione».

In merito ai 600 euro mensili che il Comune verserebbe all’Anffas – invece dei 300 inizialmente stabiliti – l’associazione ci tiene a specificare che tale somma è destinata esclusivamente al pagamento dell’autista esterno all’associazione, adibito al trasporto di disabili, anziani o persone con disabilità temporanee presso scuole, centri di riabilitazione, centri socio-occupazionali del territorio abruzzese e marchigiano. Quando l’autista è impossibilitato, sono i volontari stessi a guidare il pulmino senza percepire alcun compenso. «Quindi l’Anffas – conclude la nota – con il suo apporto e con l’intervento dei volontari che coadiuvano l’autista, svolge un servizio che è di pertinenza del Comune e consente al Comune stesso un risparmio notevole perché altri Enti svolgono per conto dei Comuni quell’identico servizio ad un costo quadruplicato».

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