SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Spero che la vicenda giudiziaria del Palacongressi si concluda al più presto. La città non può continuare a essere privata di uno spazio così importante». Dopo la sentenza del Tar Marche, che non ha accolto il ricorso della Publiodeon sul project financing di completamento della struttura, il sindaco Gaspari assicura: «Perseguiremo gli interessi della città con rinnovata determinazione – il Comune si è infatti dichiarato parte lesa nell’ambito del parallelo procedimento penale legato al Palacongressi, ndr – questa sentenza ci rincuora perchè fa giustizia di tante persone che si sono lasciate andare a considerazioni disparate».
Il Tar Marche, nella sentenza depositata il 21 dicembre, ha giudicato “tardivo” e “inammissibile” il ricorso della Publiodeon.
«Il ricorso è tardivo rispetto a tutti gli atti impugnati che precedono l’approvazione del progetto esecutivo, mentre riguardo a quest’ultimo atto, nonché a quello impugnato con i motivi aggiunti, l’impugnazione è inammissibile per difetto di interesse», si legge nella sentenza.
La Publiodeon aveva impugnato il project financing lamentando violazioni urbanistiche e violazioni delle norme sulla pubblicità degli avvisi, sostenendo che il progetto esecutivo – l’ultimo atto approvato dal Comune – abbia visto condensati in sé tutti i contestati vizi procedurali. Ma così non hanno ritenuto i giudici amministrativi, che hanno chiarito che verso gli atti precedenti c’era l’onere della «tempestiva impugnazione».
Questo è uno dei punti centrali in cui i giudici del Tar spiegano per quale motivo è tardiva l’impugnazione dei progetti preliminare e definitivo. Ricordiamo che il ricorso della Publiodeon è stato notificato il 20 ottobre 2006: «Risulta in atti che la ricorrente era a conoscenza dello stato del procedimento, delle caratteristiche essenziali dell’opera e soprattutto dell’avvenuta approvazione del progetto definitivo fin dal febbraio 2006 allorché inoltrava esposti al Commissario Straordinario (13 febbraio) e alla Procura della Repubblica competente (22 febbraio) in cui segnalava i fatti salienti della vicenda ed articolava i rilievi che hanno poi costituito la base per le censure presentate in questa sede. La piena conoscenza dei provvedimenti lesivi era già a quell’epoca talmente consolidata che al secondo di tali esposti gli atti del procedimento erano integralmente allegati, ivi compresi i progetti preliminari e definitivo».
I giudici dicono anche che non sussiste un interesse da parte della Publiodeon verso l’annullamento del progetto esecutivo e della convenzione integrativa, visto che a questi atti non può essere attribuita una ulteriore espansione degli spazi destinati all’attività concorrenziale della Palacongressi Srl; ricordiamo che la Publiodeon gestisce tre multisale cinematografiche con 16 schermi nella provincia di Ascoli.
L’unica variante introdotta negli atti finali del project financing, infatti, riguarda la riduzione da 100 a 52 posti per due sale minori del Palacongressi, verso cui la Publiodeon non ha alcun tipo di interesse all’annullamento.

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