SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Enrico Piccioni arrestato: l’allenatore della Samb, 46 anni, questa mattina attorno alle 8,30 è stato tradotto nel carcere di Marino del Tronto con l’accusa di bancarotta documentale relativa al fallimento della Vis Pesaro, società poi fallita il 4 agosto 2006 dopo aver accumulato un debito di 3,7 milioni di euro. A prelevarlo sono stati gli uomini della Guardia di Finanza che hanno eseguito un ordine della Procura della Repubblica di Pesaro.
Piccioni divenne allenatore della Vis Pesaro nel campionato di C1 2004-05 ma in quel disastroso torneo per i pesaresi (gestiti dal presidente Bruscoli) si aprirono le porte alla retrocessione oltre che ad un dissesto societario incombente. Piccioni dunque, assieme all’acquavivano Carlo Viviani che nell’estate 2005 rilevò la Vis Pesaro, divenne nuovamente allenatore della formazione biancorossa oltre che ad avere anche un incarico manageriale affianco a Viviani. Tuttavia la Vis Pesaro non presentò le documentazioni necessarie e venne esclusa dal calcio professionistico, dovendo ripartire dalla Promozione.

Viviani e Piccioni, però, rimasero al loro posto ma la società continuò ad accumulare debiti (lo stadio comunale Benelli fu persino negato dal comune di Pesaro per i mancati pagamenti) e retrocesse nuovamente sul campo al termine dei play-out.
La dichiarazione di fallimento, tuttavia, arrivò soltanto al termine della stagione successiva: la Vis Pesaro 1898 fu dichiarata fallita (bancarotta fraudolenta) il 24 luglio 2006, con 3,7 milioni di euro di debiti di cui 1,5 accumulati con l’Erario.

Piccioni è difeso dall’avvocato sambenedettese Massimo Ricci, il quale però, al momento, non intende rilasciare dichiarazioni. L’allenatore della Samb potrebbe essere interrogato lunedì prossimo.

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