SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marco Ahmetovic lascia il residence dove dal 17 settembre scorso stava scontando gli arresti domiciliari dopo la condanna a sei anni e mezzo per la tragedia di Appignano.

I Carabinieri di Ascoli Piceno lo hanno ricondotto nel carcere di Marino del Tronto nel pomeriggio di giovedì, eseguendo un ordine di inasprimento della pena firmato dal giudice Falco su richiesta del sostituto procuratore Ettore Picardi. Sembra che la Procura sia stata spinta a chiedere l’arresto da alcune intercettazioni telefoniche compiute dai Carabinieri, nelle quali Ahmetovic avrebbe avuto contatti e pronunciato frasi non compatibili con il regime di custodia cautelare agli arresti domiciliari stabilito per lui.
L’ordine d’arresto non è stato spiccato per l’incidente stradale di Appignano costato la vita a quattro adolescenti e provocato dall’Ahmetovic completamente ubriaco, ma per la tentata rapina all’ufficio delle Poste di Maltignano, un altro paese della vallata del Tronto vicino ad Appignano. Sarebbe proprio in relazione al regime detentivo stabilito in relazione alla rapina che le intercettazioni avrebbero mostrato delle incompatibilità: le prescrizioni gli imponevano infatti di vedere solo i suoi genitori, il suo legale e la persona che lo ospita.
Il giovane rom aveva ottenuto gli arresti domiciliari il 17 settembre scorso e un cittadino ascolano aveva deciso di accoglierlo nel suo palazzo vista mare a San Benedetto. Il giudice gli aveva concesso i domiciliari contro il parere della Procura di Ascoli perchè Ahmetovic aveva ammesso il suo coinvolgimento nella tentata rapina del novembre 2006.

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