SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Itb Italia continua la sua lotta contro l’aumento dei canoni d’affitto per le strutture balneari che si trovano in territorio di pertinenza demaniale.
Giuseppe Ricci, presidente nazionale della sigla sindacale aderente a Confindustria, chiama a raccolta la categoria: «L’Itb sarà vicina a chiunque volesse presentare un ricorso al Tar entro il 31 dicembre, offrendo consulenza e appoggio. E’ un discorso di portata nazionale, quello dell’aumento abnorme dei canoni demaniali. Ci aspettiamo idee e pareri da parte degli imprenditori balneari per decidere un eventuale incontro a livello nazionale e nuove strategie dopo che il Governo non è voluto tornare indietro».
Il comma 251 della legge Finanziaria 2007 ha rideterminato i canoni d’affitto annui per le concessioni balneari, in particolare per le pertinenze demaniali di proprietà dello Stato.
I canoni d’’affitto per queste aree sono stati assimilati ai canoni d’affitto dei negozi ubicati nella stessa città, secondo i valori di mercato. Un valore che a San Benedetto – dove ci sono 16 chalet “storici” in aree demaniali – ammonta a 17,25 euro al metro quadro.
Il valore così rideterminato deve poi essere moltiplicato per un parametro che è di 6,5.
E’ questa la mannaia che secondo Ricci porterà a una crisi spaventosa del settore turistico balneare, con ricadute negative in termini di occupazione, taglio dei servizi per i turisti, perdita di competitività a livello internazionale.

«Questa mossa del Governo, con i conseguenti aumenti che oscillano su tutto il territorio nazionale tra il 500 e l’1800%, danneggia ulteriormente la categoria perché non tiene conto delle diversità fra operatori stagionali, operatori annuali e operatori che offrono solo i servizi per la balneazione. Sono canoni improponibili, in tutta Italia», afferma con amarezza Ricci.

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