Da Riviera Oggi numero 705

MONTEPRANDONE – Alcuni cittadini del centro residenziale impugnano la concessione edilizia dopo che hanno visto usurpato il loro diritto di veduta e la zona verde, tentano tutte le strade possibili, informano la Procura della Repubblica, la Pretura circondariale, il Tribunale penale di Ascoli Piceno e promuovono l’azione civile presso il Tribunale della stessa città. L’ultimo atto in ordine di tempo è il ricorso in appello, presentato dai residenti del quartiere, al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche.

«Il Sindaco – come si legge dal ricorso inoltrato al Consiglio di Stato – ha completamente disatteso i principi basilari della normativa urbanistica, quando negli anni novanta, illegittimamente autorizza la realizzazione di una ingente e complessa struttura nell’ambito di un piano di lottizzazione già definito e portato a compimento, stravolgendo la destinazione urbanistica delle aree libere che dovevano essere destinate a verde pubblico, a zona di rispetto stradale e viabilità. Se il Sindaco avesse relazionato con maggiore ponderazione specificando la destinazione urbanistica dell’area, il consiglio comunale avrebbe valutato la situazione in maniera sicuramente diversa».

I proprietari chiedono l’annullamento della sentenza emessa dal Tar perchè estranea all’oggetto del ricorso: « La questione è di natura urbanistica e non edilizia, ossia riguarda la destinazione delle aree su cui è edificata la chiesa e non la grandezza della struttura che doveva avere dimensioni ridotte rispetto all’attuale costruzione. La sentenza invece – si legge nel ricorso – devia la questione dirottandola su difformità di natura edilizia, poi sanate con un provvedimento del 1995 e dunque assolutamente legittime. Ma il problema e a monte, in quella zona non si doveva proprio costruire, doveva essere destinata ad area verde».

La diatriba investe ormai anche i frequentatori della chiesa che malgrado i divieti di sosta parcheggiano le loro auto nella strada privata riservata al transito e al posteggio dei proprietari del quartiere San Giacomo.
Esasperati dalle infrazioni i residenti hanno distribuito dei volantini per informare i frequentatori e invitarli al rispetto dei cartelli di divieto. Nel volantino si legge: «Egregi frequentatori della parrocchia “Regina Pacis” vi rendiamo noto che, con la perizia effettuata dall’ingegnere Zampini, incaricato dalla magistratura di Ascoli Piceno, in data 31 maggio 2001, si è stabilito che la chiesa è una costruzione totalmente abusiva. Malgrado i cartelli di divieto di sosta e le delimitazioni, gradiremmo che voi frequentatori della chiesa applicaste il rispetto del prossimo evitando di parcheggiare le vostre auto nella zona riservata al nostro transito e parcheggio. Nella speranza di essere stati sufficientemente espliciti vi ringraziamo della vostra collaborazione e comprensione».

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