SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il risultato era già scritto. Doveva andare in un certo modo. Ci hanno fischiato contro un rigore che non c’era e poi non ce ne hanno concesso uno grande come una casa. La sensazione è che se avessimo segnato un gol regolare non ce lo avrebbero dato».
Parole piene di sdegno quelle di Gianni Tormenti. Dopo le dichiarazioni al vetriolo rilasciate nelle sala stampa dello stadio Arechi dal direttore sportivo Enzo Nucifora (cliccate QUI), il presidente della Samb rincara la dose, scagliandosi contro l’operato dell’arbitro Luca Andolfatto, autore (si fa per dire) di una direzione a dir poco scandalosa, tutta a vantaggio della Salernitana.
«Abbiamo giocato 14 contro 11. Nemmeno il Milan sarebbe riuscito a battere la squadra di Agostinelli. Evidentemente siamo tenuti in forte considerazione, vuol dire che la Samb quando gioca contro le prime della classe è temuta. Era già successo all’andata (allora a dirigere la sfida del Riviera fu Giancola di Vasto, ndr)» fa notare il presidente. Che poi spiega: «Non sono riuscito a raggiungere la Campania, sono rimasto bloccato nei pressi di Giulianova. Ho ascoltato la partita per radio, soffrendo molto. Difficilmente ripeterò l’esperimento».
Presidente, più che colpire la Samb ci è sembrato che si sia voluto aiutare la Salernitana.
«Il problema è uno solo e si ripete a tutti i livelli nel calcio: si concedono dei vantaggi a chi non li dovrebbe avere, in virtù di una maggiore possibilità economica. In sintesi: ad essere penalizzate sono sempre le squadre più deboli e meno blasonate. In Italia funziona così, non c’è nulla di fare. Tra due settimane non si parlerà più di questa partita, però il rammarico di sarà sempre e soprattutto resta il danno per la classifica».
Nucifora tempo fa disse che solo i deboli si lamentano degli arbitraggi. La lista dei torti subiti da inizio stagione però si fa lunga. Le due gare contro la Salernitana, le trasferte di Pescara, Arezzo, Pistoia e Ancona; le sfide casalinghe contro Sorrento e Perugia.
«Il nostro direttore sportivo ha ragione: parlare di una partita come quella di Salerno, nella quale certe decisioni sono state vergognose, non porta a nulla. Il dossier? Quello lo presenteremo comunque, anche in prospettiva futura. A prescindere dalla incapacità o dalla buonafede degli arbitri, il dato di fatto è che l’errore va sempre a sfavorire i più deboli. E’ un discorso che dovrà essere analizzato in Lega, senza raccontarci tante storielle».
Pensa esista un “disegno” contro la Samb?
«Questo non lo credo. E’ vero che quest’anno non siamo stati trattati benissimo, anche per quanto riguarda il calendario, ma non ritengo si possa arrivare a tanto. Andiamo avanti per la nostra strada, con i conti in regola e un calcio pulito, non credo di dare fastidio a qualcuno. Sono sicuro che ce la faremo a salvarci sul campo. Dopo l’arrabbiatura ho cercato di guardare al lato positivo della cosa: la Samb ha messo alle corde la prima in classifica e meritavamo minimo il pareggio, se non la vittoria. Siamo diventati una squadra di categoria, ce la possiamo giocare contro tutti».
Domenica c’è un’altra partita da vincere a tutti i costi contro il Taranto.
«Spero che la sconfitta di Salerno carichi ancora di più i ragazzi. Chiudere il 2007 con una vittoria sarebbe importantissimo per la nostra classifica. Sono convinto che ci metterebbe in una situazione più tranquilla. Ormai la gara di domenica è passata: restano rabbia e rammarico, però dobbiamo pensare che abbiamo fatto il nostro in casa della capolista. Chi viene a San Benedetto adesso deve lasciare punti: abbiamo le carte in regola per farlo».
Presidente, chiudiamo con il “capitolo” tifosi. Come replica al comunicato (cliccate QUI) fatto dagli ultras sabato scorso?
«Rispetto la loro decisioni, ci mancherebbe. La scorsa settimana avevo dichiarato di essere pronto al dialogo. Se questo appello viene respinto non ci posso fare niente. Anzi, non vorrei più parlarne. Se abbiamo fatto qualcosa di male, non volendo, magari offendendo qualcuno siamo pronti al confronto e a riaprire un rapporto come quello di prima, che era buono. Vorrei smorzare i toni, il muro contro muro non porta da nessuna parte. Sono liberi di fare quello che vogliono, non possono comandare le teste degli altri».
Nel comunicato in questione, gli ultras puntano il dito sull’episodio dell’autogrill in zona San Severo, condannando il comportamento di suo fratello Marcello.
«Parto da un presupposto: quando qualcosa non va, in una discussione le percentuali possono di torto e ragione essere diverse. Proprio per questo motivo ho detto che volevo metterci una pietra sopra e parlarne. In certi momenti possono anche volare parole grosse. Stabilire di chi è la colpa è stupido e banale. E’ un episodio che è morto lì, amen. Non intendo replicare».
Un’ultima domanda. Qualche tifoso si è lamentato per la decisione – a partite dalla prossima partita casalinga contro il Taranto – di fare pagare 1 euro ai bambini con meno di 12 anni.
«Per fare entrare gratis questi bambini dovremmo preparare una lista con i nominativi entro il venerdì mattina e i genitori sarebbero costretti a presentarsi qui in sede, assieme ai propri figli, con un documento di riconoscimento. Ecco allora che la via più praticabile ci è sembrata quella di fare pagare il biglietto, ma a un prezzo assolutamente simbolico. Per la Samb stampare i tagliandi è una rimessa rispetto a fare entrare i bambini gratis».

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