SALERNO – E venne il giorno della prima sconfitta per Enrico Piccioni. La serie positiva (cinque turni) del tecnico sambenedettese, subentrato a Guido Ugolotti dopo il tracollo di Gallipoli, si ferma a Salerno, in casa della capolista.
Una sconfitta assolutamente immeritata. In sintesi: inesistente il rigore, poi risultato decisivo, decretato in favore della Salernitana, netto invece quello non concesso nella ripresa alla Samb.
I granata hanno dunque vinto con il minimo sforzo, riconfermandosi autentica bestia nera della Samb, che nelle ultime tre stagioni, al cospetto dei campani, ha sempre perso. In casa come in trasferta.
Il girone di ritorno dei rossoblu comincia come era stato inaugurato quello di andata, ovvero con una sconfitta – stavolta ancora più immeritata – ma soprattutto con vibranti polemiche nei confronti della direzione arbitrale.
Due, come detto, gli episodi incriminati: il penalty concesso in avvio su Di Napoli e quello non dato al 15’ della ripresa: il fallo di mano prima di Ambrogioni e poi di Russo, nel cuore dell’area salernitana, sono parsi ai più meritevoli della massima punizione. L’arbitro non è stato dello stesso parere, scatenando dopo il 90’ le ire dello spogliatoio rossoblu.
Ma non è solo l’episodio che ha visto protagonista il difensore granata – costato peraltro l’espulsione a mister Piccioni – a giustificare le recriminazioni marchigiane, quanto piuttosto l’intera partita, condotta in modo coraggioso dalla giovane formazioni ospite, vicina al gol del pari in almeno tre o quattro circostanze. Clamoroso, per esempio, l’errore commesso da Cia al 20’: tutto solo davanti a Pinna il centrocampista ha sparato alle stelle.
I 10 mila dello stadio Arechi hanno riconosciuto i meriti della Samb, seguita da tre tifosi di numero – davvero meritevoli di menzione alla luce della tremenda ondata di neve e gelo che si è abbattuta su tutta Italia – ma soprattutto capace di mettere sotto, sul piano del gioco, il più titolato avversario.
Il gol a freddo di Di Napoli, sempre più capocannoniere granata (ha firmato l’undicesimo “centro”), ha subito condizionato l’incontro. La Samb in ogni caso ha avuto la forza di reagire, non si è scomposta, prestando il fianco alla capolista, ma con pazienza ha tentato di risalire la china. Ci è andata vicina nella ripresa, ma, vuoi la sfortuna, vuoi l’imprecisione, non ci è riuscita.
Cresce, non potrebbe essere altrimenti, il rammarico per i 2 punti gettati alle ortiche nel turno infrasettimanale contro il Potenza. Con quella vittoria, assolutamente alla portata per come si erano messe le cose, non staremmo qui a maledire la battuta d’arresto dell’Arechi. La Samb è viva, ma adesso, contro il Taranto – ospite domenica prossima al Riviera delle Palme – l’imperativo è uno solo: vincere.

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