PESCARA – Accogliendo l’invito del sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, l’amministrazione comunale di San Benedetto, rappresentata dal vicesindaco Antimo Di Francesco, accompagnato dal funzionario comunale Sergio Trevisani ha partecipato giovedì 13 dicembre a un incontro di esperti e amministratori impegnati nelle attività politiche dell’Unione Europea. L’incontro ha trovato il suo punto di maggiore attenzione nella partecipazione alla firma del nuovo Trattato dell’Unione Europea di Lisbona. Inoltre è stato un momento per riaffermare la vicinanza politica e territoriale tra le due città adriatiche.
Nelle intenzioni dei capi di Stato e di governo europei il Trattato dovrà finalmente far funzionare l’Unione attuale attraverso la presidenza semi-permanente del Consiglio, il nuovo sistema di voto a maggioranza, l’alto rappresentante Ue per la politica estera.
L’obiettivo di Bruxelles è che tutti i paesi membri abbiano approvato il nuovo Trattato in occasione del 2009, prossima scadenza elettorale comunitaria.
L’obiettivo primo del Trattato di Lisbona consiste nel rinforzare la capacità dell’Unione di prendere delle decisioni. Innanzitutto la presidenza dell’Ue non sarà più a rotazione, ma il presidente in carica dovrà durare due anni e mezzo. Ciò per provvedere a dare all’Unione una continuità politica totalmente assente oggi con la presidenza di sei mesi. Nasce inoltre l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione: in sostanza il ministro degli Esteri europeo indicato nella Costituzione del 2004, anche se non si chiamerà così. L’Alto rappresentante convoglierà su di sé le competenza dell’attuale ministro degli Esteri e del commissario europeo per le Relazioni esterne.
La prossima Commissione (2009-2014) comprenderà, come oggi, un commissario per ciascuno stato membro. A partire dal 2014 il numero dei commissari corrisponderà a due terzi degli Stati membri (18 su 27). Al fine di garantire condizioni di parità tra gli Stati membri è introdotto un sistema di rotazione che farà sì che ogni Stato membro sarà rappresentato in seno a due collegi su tre.
Per quanto riguarda il Parlamento, il Trattato ne prevede dal 2009 la riduzione dei membri. Dagli attuali 785 si passa a 750 più uno (il presidente). Cambia poi la regola di voto relativa alle decisioni che deve prendere il Consiglio europeo. La maggior parte delle decisioni, fino ad oggi prese all’unanimità, saranno prese a maggioranza. L’unanimità (e quindi la possibilità di mettere il veto) rimane per poche materie, fra cui questioni fiscali e di politica estera. Viene introdotto il voto a doppia maggioranza.

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