SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quali sono i servizi di assistenza ai disabili che dovrebbe essere garantiti dal Comune e quante ore di assistenza sono necessarie per seguire bambini o ragazzi portatori di handicap? Questo è stato l’argomento di discussione principale di un gruppo di genitori di ragazzi disabili, formato da Federico Palestini, Maria Gabriella Gaetani, Pasqualino Bianconi, Antonella Vagnozzi e Gabriella Ruggeri, che ha voluto incontrare in Comune il consigliere di Alleanza Nazionale Pasqualino Piunti (ex assessore ai Servizi Sociali nella giunta Martinelli, ndr) per chiarire l’azione del Comune in ambito sociale.
«Non vogliamo dare adito a proteste – ha affermato Piunti – anche se sono un consigliere dell’opposizione, cercherò di farmi portavoce nei confronti di questa amministrazione dei disagi incontrati da queste persone, affinché ogni problematica venga presa in considerazione».

I genitori chiedono al Comune di privilegiare situazioni particolari, come quei bambini con un livello di handicap del 100%. Oltre alla riduzione delle ore di assistenza scolastica, nel nostro Comune mancherebbe secondo i genitori un adeguato servizio di trasporto disabili e, in particolar modo, un’assistenza domiciliare completa.
«Io mi sono rivolta al Tar – ha spiegato Antonella Vagnozzi – perché trovavo ingiusto servirmi di cooperative per l’assistenza di mio figlio. L’assistenza era insufficiente e quindi, seguendo la legge, avrei potuto ricevere un contributo comunale per assumere una persona direttamente stipendiata da me. Il Comune aveva acconsentito, ma con il cambio di amministrazione non ha elargito i contributi. Il Tar mi ha dato ragione. Noi rivendichiamo anche i nostri diritti nello sceglierci i nostri assistenti».
Clamorosamente nel nostro Comune mancherebbero strutture per la ginnastica riabilitativa o quelle che ci sono non verrebbero utilizzate. «C’è una piscina presso il nostro ospedale – afferma Pasqualino Bianconi – adibita per questi scopi, ma mai utilizzata. Io sono stato costretto a rivolgermi altrove portando mio figlio a Grottammare».

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