Da Riviera Oggi n. 706

MARTINSICURO – Nel corso dell’ultimo anno, da maggio 2006 ad aprile 2007 l’associazione “On The Road” onlus ha compiuto nel territorio della Val Vibrata e della Vallata del Tronto 2867 contatti con persone – donne, travestiti o transgender – che esercitano la prostituzione in strada. Dai dati emerge che la maggioranza dei contatti si sono avuti con ragazze nigeriane (1772), seguiti da quelli con le italiane (360), albanesi (147), brasiliane (115) e rumene (106), per un totale di 356 persone.

La mobilità delle ragazze è piuttosto elevata, e si spostano frequentemente da una zona all’altra o addirittura da uno Stato all’altro, a seconda delle leggi nazionali che regolano il flusso dell’immigrazione o dei provvedimenti sulla prostituzione.

«Si è avuto negli ultimi anni – ha spiegato Marco Bufo, della sede On The Road di Martinsicuro – un’inversione di tendenza della provenienza delle prostitute: se la maggioranza di esse sono nigeriane (172), sono invece notevolmente diminuite le albanesi (19), e aumentate le ragazze dell’est europeo (64). Anche le cinesi (5), appartenenti ad una comunità “chiusa”e la cui prostituzione era esercitata solo negli appartamenti e rivolta esclusivamente a connazionali, adesso si vedono anche per strada. Le italiane (57) – inclusi travestiti e trans – per la maggior parte non sono sottoposte a sfruttamento, ma spinte a prostituirsi per ragioni personali o di tossicodipendenza».

On The Road attraverso un’unità mobile, con a bordo due operatori e un mediatore culturale, contatta le ragazze sia in strada che nelle case, al fine di offrire loro informazioni sanitarie di prevenzione alle malattie e un’opportunità di scelta alla prostituzione. Troppo spesso, infatti, le extracomunitarie, non conoscendo la lingua e sottostando ad una condizione di semischiavitù non hanno la benché minima percezione di avere dei diritti in quanto persone, e che tali diritti possono essere rivendicati. Vengono quindi informate della possibilità di effettuare visite mediche gratuite presso le strutture sanitarie ed è spiegato loro il modo per ottenere il permesso di soggiorno qualora ne siano sprovviste.

«L’articolo 18 del Testo Unico sull’immigrazione – ha proseguito Bufo – permette di ottenere il permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, se la vittima è disposta a denunciare gli autori dello sfruttamento. Tra le ragazze contattate che decidono di uscire dalla prostituzione, il 75 % di esse decide di denunciare i propri aguzzini, mentre il restante 25% pur volendo cambiare vita, decide di non fornire informazioni sul proprio sfruttatore spesso perchè ci sono dei legami sentimentali».

Attraverso un programma di assistenza, alle ragazze che decidano di vincere la naturale diffidenza iniziale e di affrancarsi dalla strada, viene offerta una protezione qualora siano minacciate, e inserite in strutture di accoglienza che favoriscano, attraverso corsi di formazione e un inserimento lavorativo, il loro reinserimento sociale.

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