Samb. Mi ha stuzzicato la fantasia un commento del lettore Lorenzo. Non perché ha detto qualcosa di nuovo ma perché ha messo il coltello in una piaga che più volte il sottoscritto ha cercato di evidenziare. Ha detto: «Quando qualcuno acquista la Samb c’è sempre qualcun altro che cerca in qualche modo di mettergli i bastoni tra le ruote». Lo stesso Lorenzo, però, si sbaglia quando dice che sono pochi facinorosi a voler le “dimissioni” dei Tormenti. Proprio perché pochi, non dovrebbero condizionare il futuro societario della famiglia Tormenti. E allora perché tanta paura?
“Concorrenza”
. Perché, dietro di loro, potrebbe esserci una linea di pensiero guidata da chi pensa di sfruttare la minima occasione per far tornare altri dirigenti di proprio piacimento nelle stanze dei bottoni. Di solito sono persone che si interessano di Samb solo a determinate condizioni, altrimenti spariscono per ritornare… a tifare Samb, quando le cose cambiano. Insomma: o con noi o contro la Samb. Insomma tifosi sui generis. Di mezzo quella voglia di protagonismo che è alla base delle molte problematiche che sta vivendo il mondo del calcio.
Un mio pensiero. Torno indietro per cercare di spiegare quello che sta accadendo secondo il mio modestissimo parere. Lo dico, come è mio costume, senza peli sulla lingua: una società di calcio è fatta di uomini che, si sa, non sono perfetti. Gli stessi Tormenti non lo sono. Anche a me non piacciono certi loro atteggiamenti a volte autoritari sopra il normale senso civile. Pur avendo altri pregi caratteriali che magari io non conosco bene. Cionostante, non mi faccio condizionare in alcun modo: a me interessa la Samb e basta.
Nucifora. Come non me la prendo con chi aveva paura di spendere una parola, dico una, a favore di Enzo Nucifora prima che tornasse alla Samb. Adesso, le stesse persone lo osannano come fosse il Salvatore. Che manchi il coraggio a questa città lo so ormai da tempo (la storia Venturato docet).
Teorema. Mi dilungo ma credo che serva. Nel comportamento di una certa regia “anti Tormenti” ci vedo ora un teorema che forse mi chiarisce le idee: quando la Samb perdeva sempre (è successo fino alla dodicesima giornata) ero il primo a stupirmi della mancata reazione della tifoseria. Ho superato i 50 campionati dietro la mia squadra del cuore e in altre occasioni simili, i tifosi più sanguigni avrebbero espresso il loro disappunto (spesso in modo violento) molto, molto prima. Mi chiedevo: evidentemente i Tormenti sono bravi a far trovare il giusto equilibrio e a calmare acque agitatissime. Buon per noi, mi dicevo, ma qualcosa non mi quadrava. Ecco il “mio” teorema: fantomatici (ma mica tanto) ideologi avevano deciso di aspettare sul letto del fiume il corpo dei Tormenti “tante che ssa squadre dua và…”, senza sporcarsi le mani.
Risultati utili. Quando l’ipotesi del fiume stava sfumando (il pareggio odierno è buono e come) ecco la dura protesta. Dopo cinque partite con due vittorie e tre pareggi. Niente di eccezionale, viste le avversarie, però..
Pericolo. La possibilità che la storia di Ugolotti possa ripetersi con Piccioni ha fatto saltare i nervi a quel qualcuno. Che in questa occasione si sarebbe comportatp come la pecora (diventata re della foresta) con il lupo in una famosa barzelletta.
Messaggio. Se il mio racconto è realistico, questo messaggio può essere utile a tutti: con il male non si ottiene mai il bene.

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