SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Nemmeno il tempo di godersi l’importante risultato di domenica scorsa che siamo subito chiamati a riconfermarci».
Enrico Piccioni ha ragione: la Samb, battuta la Sangiovannese, si è messa in viaggio alla volta di Potenza per l’ennesimo spareggio salvezza di questo dicembre durissimo. La classifica dice ancora quartultimo posto.
In altre parole: vietato perdere allo stadio “Viviani”. Lì, dopo aver giocato il recupero della 14a giornata, i rossoblu chiuderanno il girone di andata. “Girare” a quota 19 sarebbe il massimo. L’allenatore rossoblu bada al sodo: «Abbiamo due risultati su tre a disposizione. Certo vincere contro la squadra di Tosi forse ci permetterebbe di iniziare un altro tipo di campionato. Sappiamo quello che dobbiamo fare, ma ce lo teniamo per noi».
Da una parte una Samb che in trasferta non ha mai vinto, dall’altra un Potenza che tra le mura amiche ha festeggiato il bottino pieno in una sola circostanza (contro il Martina, nel recupero della nona giornata che si è giocato lo scorso 21 novembre).
«La Samb dovrà essere brava a “leggere” bene la partita – attacca nella sua disamina Piccioni – Mi aspetto che i ragazzi giochino con la testa come abbiamo fatto ultimamente, comprendendo quando arriverà il momento giusto per fare male all’avversario. Sono contento perché stiamo diventando la squadra operaia capace di soffrire, come piace a me. Il Potenza partirà forte, ma la gara dura 90′ quindi dovremo essere bravi a sfruttare gli spazi che ci concederanno».
Dopo una vittoria importante come quella contro la Sangiovannese, preferiva incontrarlo domenica il Potenza, oppure va bene così?
«Veniamo da un buon momento e questo, certamente, ci aiuta a livello mentale. I risultati sono una buona medicina. Fisicamente la gara di due giorni fa si fa sentire, non c’è il massimo della brillantezza, ma c’è ancora un giorno per recuperare».
Dicevamo, è un buon momento per la Samb. Ritiene sia difficile da gestire questa ritrovata euforia?
«Preferisco la tranquillità alla tensione. Anzi: la serenità magari ti dà la spinta a osare di più, a scrollarti di dosso quella paura che c’era prima. Il fatto che si sorrida di più non significa che non si affrontano gli impegni con la giusta mentalità. I ragazzi del resto lo sanno: in allenamento si scherza, poi però quando c’è la partita li voglio “cattivi” e concentrati. Devono dare il massimo senza risparmiarsi. E comunque ormai ci siamo abituati: ogni settimana c’è un esame. Ma i punti fatti non ce li toglie nessuno; l’importante è rimanere umili e con i piedi ben saldi a terra»
Ha paura di un calo di concentrazione da parte della sua squadra?
«Non esiste, anche perché dobbiamo ancora tirarci fuori dalle zone calde della classifica. La squadra sa perfettamente che se dovesse accadere mi arrabbierei moltissimo. Li voglio attenti dal primo minuto, come ad Ancona».
Mercoledì il Potenza, domenica la Salernitana. Al “Viviani” lascerà riposare qualcuno?
«Credo che il turn over sia più indicato domenica prossima. Rientrerà Galeotti e ci sarà la possibilità che torni in campo dall’inizio Soddimo. Olivieri? Nikola è migliorato: non l’avevo mai visto recuperare palloni e rincorrere gli avversari. Adesso gioca per la squadra. Sarà in campo a Potenza. Poi nel corso della gara vedremo di gestire questi tre “piccoletti”, mi riferisco anche a Morini che soffre un po’ di fastidi ai tendini, ma il suo apporto è fondamentale alla causa. Pian piano, quando avremo trovato determinati equilibri, credo che li vedremo tutti e tre in campo dal 1′. Quello che mi fa piacere è l’atteggiamento positivo che c’è in questa Samb: vedo attaccamento e voglia di giocare».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 706 volte, 1 oggi)