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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ricompare la stella a cinque punte delle Brigate Rosse sui muri della città: da almeno tre settimane, probabilmente di più, su un cartellone pubblicitario posto su una fermata dell’autobus sulla Statale 16 – precisamente in via Nazario Sauro, a Porto d’Ascoli, di fronte il bar Paoletti – campeggia l’immagine riprodotta nella fotografia affianco. La stella a cinque punte con le lettere “B” ed “R”.
Un messaggio macabro anche perché San Benedetto fu una delle città che maggiormente soffrì, negli anni Settanta, della piaga della lotta armata, con episodi molto spiacevoli tra i quali, sicuramente, spicca la vicenda di Patrizio Peci, il primo brigatista “pentito” le cui dichiarazioni alla magistratura consentirono di scardinare l’organizzazione eversiva, e il conseguente omicidio del fratello Roberto, giustiziato da due brigatisti rossi proprio per vendicare il tradimento di Patrizio.
Si tratta di verificare se la scritta – naturalmente di colore rosso, realizzata tramite una normale bomboletta spray – è stata realizzata con finalità goliardiche o se, invece, esistono in zona delle “schegge” che ancora adesso si richiamano alla ideologia delle Brigate Rosse, tornate tra l’altro sotto i riflettori della cronaca nazionale negli ultimi anni.

In altri punti della città, ad ogni modo, sono presenti altre scritte di carattere “eversivo”.

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