SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Wonderlove sono simpatici pupazzi di stoffa imbottita, realizzati a mano in Italia. Nelle parole del suo creatore, Timoteo Sceverti, sono «una tribù metropolitana multiculturale che non bada al colore della pelle e ad altre diversità».
Il concetto che sta dietro al progetto “Sculture di stoffa” prevede istallazioni tridimensionali realizzate con stoffa e materiali di recupero e sarà messo in mostra alla fine di luglio 2008 dalla Sfera Comunicazione di Timoteo e della sorella Maria Luisa.
I temi dell’esposizione sono lo stretto rapporto che lega fra loro l’uomo contemporaneo, la scienza, la tecnica, l’ambiente.
Intanto, però, il progetto avrà una prima anticipazione nel “Wonderlove Party” del 14 dicembre prossimo presso la country house Casa de Campo di Mosciano Sant’Angelo.
«I Wonderlove sono ispirati al dibattito artistico-scientifico sulla manipolazione genetica e sulla clonazione – ci dice il creativo Timoeto Sceverti – sono parte di una ricerca artistica che ho iniziato quindici anni fa in collaborazione con l’Istituto Europeo del Design di Milano, quando tali argomenti sembravano futuristici. Oggi però quello delle mutazioni è diventato un tema integrante della nostra società, basti pensare alla clonazione, alla possibilità di riprodurre le cellule staminali, ai prodotti Ogm. E mentre il dibattito tra scienza ed etica si fa sempre più acceso noi viviamo in una società geneticamente modificata».
Timoteo definisce i pupazzi Wonderlove come “manufatti artistici già visti”, perchè sono come un bagaglio di ricordi infantili uguali nelle loro differenze. E proprio verso i bambini che il progetto rivolge la sua anima solidale: per ogni Wonderlove venduto sui canali distributivi sarà devoluto un euro alla ricerca sulle malattie genetiche che colpiscono i bambini.
UN’IDEA DELL’ALTRO MONDO L’idea di utilizzare la stoffa sagomata ed imbottita come mezzo di comunicazione artistica nasce dalla collaborazione di Timoteo Sceverti con la Jbdc (Jamaican Business Development Centre) iniziata nel 2002. La Jbdc è un’agenzia governativa che progetta e realizza piani di lavoro sostenibile per i giovani e per le donne, in particolare quelle con più figli e con più difficoltà a lavorare.
«Ho collaborato come designer e formatore a un progetto sui giocattoli morbidi. Abbiamo ideato e progettato più di trenta modelli di giocattoli ispirati alla cultura giamaicana, facilmente realizzabili con stoffa, imbottitura e materiali di recupero. Più di 500 donne hanno trovato occupazione. La Jbdc ha acquistato i loro manufatti e li ha commercializzati utilizzando il canale della distribuzione dei cinque negozi “Thing Jamaican” che propongono ai turisti solo manufatti autentici giamaicani».

E non è escluso che si possa importare anche da noi questo concept sociale e artistico.

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