SAN BENEDETTO DEL TRONTO «Domenica ho gioito solo a metà. L’incidente al tifoso rossoblu ha messo tutto in secondo piano. Per fortuna si è trattato solo di un grosso spavento».
Il primo pensiero di Gianni Tormenti va a Emidio Di Luigi, l’ultras della Samb a pochi minuti dalla conclusione del primo tempo della partita contro la Sangiovannese è caduto dal secondo anello della Curva Nord.
«Un episodio così brutto che ti auguri non debba mai accadere in uno stadio di calcio» conclude il presidente rossoblu. Che poi inizia a parlare di calcio giocato: «Nelle ultime quattro partite abbiamo fatto bene (8 punti, ndr), dovremo cercare di mantenere questo trend positivo fino a Natale. Ci permetterebbe di uscire dalla zona play out. Ma non dobbiamo illuderci: non si è fatto nulla. Restiamo concentrati e pensiamo al nostro motto: sacrificio e voglia di fare bene. Sempre».
Fino a un mese una Samb abulica e inconcludente. Adesso succede che la squadra fa tre gol tutti in una volta.
«Abbiamo e avevamo un buon gruppo. Ero convinto che non fosse quello delle prime 12 giornate. Era impossibile che non tirassimo mai in porta e non battessimo nemmeno un calcio d’angolo. C’era qualcosa che non andava».
Già, cosa non andava? 8 punti in 12 partite prima; 8 in 4 incontri adesso.
«I giocatori sono sempre gli stessi, quindi sono stati bravi il mister e il diesse Nucifora a scaricare le responsabilità che la squadra si sentiva addosso. Però non mi va di dare un giudizio negativo su Ugolotti. I numeri certo vanno a scapito suo. Diciamo che magari lui forse non riusciva a trasmettere serenità. C’è invece più dialogo con Piccioni. E comunque hanno aiutato anche i risultati positivi. L’ho sempre detto: il nostro era un problema di testa».
Grandi meriti dunque proprio a Enrico Piccioni.
«L’ho conosciuto quest’estate, non lo conoscevo professionalmente parlando. Con la Berretti stava facendo bene. E’ una persona che lavora tanto e che ha da subito instaurato un buon rapporto sia con il suo staff che con la squadra. Oggi possiamo dire di avere ancora più stima nei suoi confronti».
Presidente, è vero che la Samb di Piccioni viaggia alla media di 2 punti a partita, ma è altrettanto vero che questi punti sono arrivati dopo ben tre incontri casalinghi. Peraltro, tolta l’Ancona, contro squadre tutte alla portata.
«Secondo me le partite sono tutte difficili, soprattutto quando si dà per scontato che si vincerà. Proprio come quella di domenica. A prescindere dall’avversario ho notato che c’è una mentalità diversa. Adesso i ragazzi si sentono dei calciatori e provano cose diverse, anche più difficili. Domenica per la prima volta ho visto rispetto ma non paura dell’avversario, ho visto la voglia di provare a giocare per centrare il risultato pieno».
Adesso c’è il Potenza. Con un colpo esterno il cerchio si chiuderebbe.
«Lo so. Lo aspettiamo e magari arrivasse mercoledì. Questa però è una gara molto difficile perché la squadra lucana dovesse perdere starebbe quasi con l’acqua alla gola. Troveremo un campo molto caldo. L’importante, anche stavolta, sarà la mentalità con la quale affronteremo l’incontro».
Dopo Potenza altro viaggio fuori le mura a Salerno. Presidente, ci dica la verità: le attenzioni maggiori sono puntate proprio su quella di mercoledì.
«Considerando che si tratta di uno scontro diretto, quella contro il Potenza è una partita molto più delicata. Ma questo campionato ci sta insegnando che non bisogna dare per scontato nulla. Il Martina che vince a Perugia è la conferma di questo. Nessuna squadra è imbattibile. Non dovremo andare a Salerno con la mentalità di perdere. Certo una sconfitta ci potrebbe stare, ma il risultato non deve sembrarci scontato. Voglio una Samb con il coltello tra i denti. Sarebbe il massimo raccogliere punti in queste due trasferte».
Cambiamo argomento: domenica si è avuta la conferma di una spaccatura in essere tra la curva e gli altri settori del Riviera.
«Non so dare una spiegazione a questo. Mi auguro che se ci sono dei problemi si risolvano al più presto e a San Benedetto la partita di pallone torni ad essere una festa. Più che appellarmi al pubblico, che quando vuole sa essere determinante, non posso fare. Se qualcuno ha qualcosa da dirci noi siamo pronti ad ascoltarli. Ovvio che questa situazione non fa piacere: questa piazza, che è stata sempre rinomata per il calore della sua gente, è ormai da un mese che non sostiene più la squadra»
Chiudiamo con l’iniziativa del Potenza che vi ha invitato, dopo la partita, per un conviviale.
«Un bellissimo gesto, però non so come ci porremo. La squadra, qualora accettassimo, ripartirebbe molto tardi. Purtroppo abbiamo già fissato il ritiro fino a sabato (all’Hotel Charlotte, ndr). Non mancherà comunque occasione di portare avanti un discorso importante per far capire a chi non lo capisce che lo sport va vissuto come un momento di gioia».

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