SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marco Travaglio a San Benedetto per presentare “Mani Sporche“, il suo ultimo libro sul malaffare italiano uscito lo scorso 6 dicembre.

Il noto giornalista sarà mercoledì 12 dicembre alle ore 17,30 presso la sala consiliare del Comune, per un incontro con il pubblico nel quale verranno affrontati numerosi temi di attualità e di politica, o meglio del lato oscuro della politica, che tesse le trame governative e si autosostenta grazie a poteri occulti e inestirpabili.

In “Mani Sporche” Travaglio delinea il cambiamento di rotta che si è avviato nell’ultimo decennio per il rafforzamento del potere personale da parte dei politici di turno. Di seguito pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione al volume, che non necessita di ulteriori commenti.

«Come prima, più di prima. Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l’Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati.
Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al 2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella.
Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a beneficio degli intoccabili.
La musica non cambia: è tutta colpa dei magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni.
Le leggi vergogna varate da Berlusconi (Cirami, ex Cirielli, Castelli, falso in bilancio, Gasparri sulla tv, Frattini sul conflitto d’interessi, riforma-porcata elettorale) e che ci hanno resi ridicoli al cospetto internazionale (ricordate l’Economist?), dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono aggiunte altre come l’indulto per svuotare le carceri (di nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa, l’ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle promesse elettorali dell’Unione. (“Il ministro Mastella copia le riforme della Cdl”, si compiace l’on. avv. Pecorella).
Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona. E mentre Gherardo Colombo lascia la magistratura e Gian Carlo Caselli viene estromesso dalla Procura antimanfia, il giudice Carnevale, grazie a una legge apposita, ritorna in Cassazione a 76 anni (ci rimarrà fino a 83), Craxi viene pienamente riabilitato, anche a sinistra, e molti di coloro che sono stati riconosciuti colpevoli ora sono in Parlamento (alcuni in Commissione Antimafia). Forse per continuare a delinquere, sicuramente per difendere chi delinque.
Ma una parte della società civile e della magistratura non ci sta. E prova a resistere. Non lasciamoli soli».

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